Mosnigo, un cuore veneto batte in Toscana: la lana meccanica di Fabrizio Tesi finisce su National Geographic

Fabrizio Tesi vive e lavora a Prato da una vita ed è sua quella meravigliosa storia rilanciata nel marzo scorso dalla prestigiosa rivista National Geographic che, oltre alla copertina, gli ha dedicato una ventina di pagine.

La mamma Giovanna De Conti è originaria di Mosnigo, dove la casa rurale in Borgo Francia, appartenutale da sempre, dal 2013 è utilizzata dall’associazione che gestisce il borgo, a cui l’ha concessa: dunque, un cuore veneto che batte in Toscana.

Fabrizio è riuscito, a fronte di grandi sacrifici e andando spesso contro corrente, a portare avanti l’azienda fondata dal nonno Alfredo.

“Il nonno Alfredo ha passato il testimone a mio padre Rolando e a mia madre Giovanna – racconta Fabrizio -. Da sempre lo sforzo è stato quello di innovare tenendo conto delle radici storiche di questo tipo di lavorazione che ci rimandano al 1500. Abbiamo così realizzato un impianto a ciclo completo unico al mondo per rigenerare e trasformare i sottoprodotti tessili e i materiali post consumo in un tessuto comunemente denominato “lana meccanica” o “lana di Prato”, una lana riciclata e realizzata senza l’utilizzo di nuova lana di pecora e dotata di una qualità di altissimo livello, certificata come Global Recycled Standard”.

Ed è proprio questo che fa della Comistra, questo il nome dell’azienda di Tesi, un’importante eccellenza del territorio italiano, la capacità di riciclare vecchi tessuti che andrebbero distrutti invece che riutilizzati, creando un prodotto di altissima qualità richiesto dai migliori stilisti Italiani e nel mondo intero. 

Ogni secondo un carico di tessuti equivalente a un camion dei rifiuti viene gettato in discarica o bruciato. Ogni anno si perde così un valore di 500 miliardi di dollari di indumenti a malapena indossati. La città toscana è così la capitale mondiale della trasformazione. 

A partire dall’Ottocento Prato ricicla gli stracci di tutto il mondo, con tecnologie avanzate e investimenti nei macchinari più innovativi”, racconta orgoglioso Fabrizio Tesi, che è anche presidente di Astri (Associazione Tecnica del Riciclato).

La Comistra si è specializzata nel 1951 con Rolando Tesi  nella commercializzazione e trasformazione delle materie prime tessili. Negli anni Ottanta i figli Fabrizio e Cinzia introducono il carbonizzo e la stracciatura interna, per la trasformazione dei prodotti in tempi brevi e un attento controllo sulla qualità.

Dopo tanti anni la famiglia continua ad essere il cuore pulsante dell’azienda che esprime amore e passione per il proprio lavoro,- spiegano –  spiegano –  affiancando alla consueta commercializzazione di materie prime anche la produzione di filati e tessuti. Tutto all’interno di un unico ciclo produttivo e all’insegna del made in Italy e ….con un Cuore Veneto“.

L’economia circolare rilanciata da Fabrizio Tesi è stata raccontata così anche dalla prestigiosa National Geographic del mese di marzo 2020 e con il titolo “The end of trash” (la fine dei rifiuti) ha fatto il giro del mondo: una audience di 45 milioni di copie sul pianeta.

La Comistra, quaranta dipendenti, ha la sede a Montemurlo. “Siamo molto contenti perché questa notizia arriva in un anno davvero particolare per la nostra azienda – commenta Fabrizio Tesi – perché festeggia il primo secolo di attività. Mio nonno Alfredo Tesi iniziò nel 1920 per proseguire con mio padre Rolando. Adesso in fabbrica c’è la quarta generazione con Alberto, mio nipote”.

 

(Fonte: Pio Dal Cin © Qdpnews.it).
(Foto: per concessione di Fabrizio Tesi).
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