Vita da manager sportivo: Andrea Vidotti, da “Tomba la Bomba” alla pioggia di medaglie a 5 cerchi. “Ambasciatori d’eccezione per Cortina 2026”

Giacomo Bertagnolli di Cavalese ha vinto ieri, sabato 5 marzo, la prima medaglia per l’Italia alle Paralimpiadi invernali in corso a Pechino fino al 13 marzo.

Lo specialista di sci alpino ipovedente e la sua guida Andrea Ravelli sono medaglia d’argento nel SuperG di categoria vision impaired. I due azzurri hanno fermato il tempo su 1:09.31, con 0.40 di ritardo dai vincitori, i britannici Neil Simpson e Andrew Simpson. Bertagnolli e Ravelli adesso puntano al podio della Super Combi.

“Grande Jack!” è il primo commento che arriva da Treviso, dove a fare il tifo per l’atleta paralimpico c’è il suo manager sportivo Andrea Vidotti,  che aveva appena archiviato  le soddisfazioni raccolte con i Giochi Olimpici Beijing 2022 di febbraio, nel cui palmares azzurro c’è anche la medaglia di bronzo conquistata nella gara individuale di sprint da Dorothea Wierer, tre volte campionessa mondiale a livello individuale e due volte vincitrice della Coppa del Mondo di biathlon.

La trentaduenne biatleta di Brunico è tra i campioni del circo bianco italiano che Vidotti ha nel suo team, tra cui la sciatrice alpina Sofia Goggia (seguita fino a tre anni fa), i fratelli olimpici della short track Arianna e Pietro Sighel (altra medaglia a Pechino), la snowborder Michela Moioli campionessa olimpica ai Giochi di Pyeongchang 2018, Christof Innerhofer sciatore alpino italiano, campione del mondo di supergigante nel 2011 e vincitore di diverse medaglie olimpiche e iridate, Giorgio Rocca asso dello slalom speciale e detentore di una Coppa del Mondo di specialità.

Tra i “protetti” del manager sportivo figurano anche l’ex calciatrice friulana Ilaria Mauro, il cestista Stefano Tonut e Ludovico Fossali, arrampicatore italiano specializzato nella speed. Di Olimpiadi invernali dagli anni ‘Novanta Andrea Vidotti ha fatto il pieno, da Torino 2006 e poi Vancouver, Sochi e Pyeongchang 2018.

“I miei atleti in Corea del Sud hanno vinto cinque delle dieci medaglie totalizzate dall’Italia in quei Giochi olimpici. A Pechino i nostri azzurri ne hanno vinte 17. Poche d’oro, ma è stato fatto un buon lavoro ugualmente e c’è stato un ottimo lancio per le Olimpiadi di Milano – Cortina” sottolinea Vidotti, che segue con attenzione anche la preparazione di un evento sportivo che metterà il Veneto e la Lombardia sotto gli occhi del mondo.

“Preparare una Olimpiade non significa solo far gareggiare gli atleti ai livelli più alti. Ci vogliono anche infrastrutture di comunicazione che facilitino gli spostamenti di tutti coloro che parteciperanno ai Giochi in vario modo. Purtroppo, a causa della pandemia, non abbiamo avuto come si pensava la prova generale dei Mondiali 2021 di Cortina, che si sono svolti a porte chiuse. Ma se vediamo l’esperienza di Torino 2006, sappiamo che ci fu una vera invasione e che le Olimpiadi diedero un grande impulso al rilancio della città“.

“La nostra Olimpiade invernale sarà diffusa, ma lo spirito olimpico si sentirà lo stesso. Dovremo essere in grado di farlo sentire in tutto il Paese, e non solo a Livigno e Cortina. Per questo la Fondazione Milano – Cortina 2020-2026 ha pensato di coinvolgere degli ambasciatori dello sport italiano come Federica Pellegrini, Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Francesco Totti e Bebe Vio, notissimi e di grande esperienza, per promuovere l’immagine dei prossimi Giochi invernali”.

Andrea Vidotti è particolarmente legato a “Tomba la Bomba”, protagonista dello sci alpino dal 1986 al 1998, oro olimpico in slalom speciale a Calgary 1988 e due ori, in slalom gigante e nello speciale, ai Mondiali del 1996.

Praticamente, il manager trevigiano il suo imprinting professionale lo ha avuto con il campione bolognese: “Ho avuto la fortuna di cominciare con Alberto Tomba, quando nel 1994 ero fresco di laurea in economia e commercio, e l’ho seguito negli ultimi tre anni di carriera”.

L’attenzione di Andrea Vidotti (che dopo 8 anni ha appena lasciato la guida del Panathlon Treviso ed è presidente nazionale di Assimanager) adesso è concentrata sulle Paralimpiadi invernali cinesi che vedono, oltre alla partecipazione del trentino Bertagnolli (sponsorizzato Nordica) e portabandiera dell’Italia paralimpica, anche quella dello sciatore di San Candido René De Silvestro, rimasto paralizzato agli arti inferiori nel 2013 dopo avere impattato contro un albero durante una fase di riscaldamento in pista.

L’atleta bolzanino, che scia da seduto con il sitting, porta i colori di un altro brand trevigiano, Targa Telematics, azienda di informatica. “Seguo una quindicina di atleti di varie discipline, non solo invernali. Partecipare alle Olimpiadi per uno sportivo è il sogno di una vita. Vuol dire raggiungere la chiusura di un cerchio, e vivere tutta l’atmosfera olimpica è una cosa unica – dice Andrea – Sono fortunato ad avere trasformato la mia passione per lo sport in una professione, che promuovo anche nei sette master che conduco a Treviso, Roma, Pavia e Milano, in cui insegno come si organizza l’ufficio stampa nel mondo dello sport e come si gestisce l’immagine degli atleti e l’organizzazione di eventi. Inoltre, non ho mai dovuto gestire un caso di doping tra i miei atleti, che è una vicenda di per sé molto complicata. Del resto con loro ho un rapporto fiduciario di forte intesa, ripagato da grandi risultati”.

(Fonte: Cristiana Sparvoli © Qdpnews.it)
(Foto: Andrea Vidotti).
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