Ciuccio sì o ciuccio no? Dalla funzione consolatoria alle malloclusioni dentarie. L’esperto indica l’età giusta per toglierlo ai bambini

L’utilizzo del ciuccio nei più piccoli è un argomento che desta molti dubbi nei genitori. Se chi da una parte si dice favorevole, c’è chi lo reputa molto dannoso per la bocca e la respirazione dei più piccoli.

Il meccanismo di suzione, ovvero di assumere del liquido attraverso le labbra mediante l’aspirazione, è un automatismo innato nei bambini dovuto a un riflesso dei muscoli della lingua che inizia ancora nella vita intrauterina. La suzione non nutritiva pare avere una funzione consolatoria, analgesica e sembra proteggere anche dalla “morte in culla”.

Secondo Sarah Brunello, dentista pediatrica, però “Bisogna evitare quanto più possibile l’utilizzo del ciuccio prima delle sei settimane di vita del bambino, per permettere un buon avvio dell’allattamento al seno, che ricordo dovrebbe essere esclusivo almeno fino al sesto mese di vita. Nella letteratura scientifica si evidenzia come fino all’età di due anni il succhiotto non è dannoso per la bocca a patto che si rispettino alcune condizioni”.

La prima è che il ciuccio non deve essere assolutamente intinto in sostanze zuccherate come ad esempio miele o succhi di frutta. “Come ho spiegato la scorsa volta (vedi articolo), i denti da latte non sono immuni dalle carie e se si utilizzano sostanze dolci queste non tarderanno ad arrivare”.

“È molto importante, inoltre, che la misura del ciuccio sia quanto più piccola possibile. Molto spesso consiglio di continuare ad utilizzare la misura da neonato anche quando il bambino diventa più grande. Bisogna dire comunque che è meglio l’utilizzo del ciuccio rispetto alle dita. Queste ultime infatti sono più rigide, più ingombranti e molte volte anche più sporche. Il ciuccio ideale deve essere piccolo e tolto all’età giusta perché non risulti dannoso”.

Ma perché il ciuccio gode di questa brutta fama?

Questo tende a premere la lingua verso il basso, modificando un altro meccanismo innato: la masticazione. Il ciuccio, inoltre, preme anche nei denti e nel palato dandoli una forma ‘ogivale’. In questo modo si forma uno spazio tra le due arcate che stimola maggiormente la respirazione orale rispetto a quella nasale. La lingua non funzionerà più in maniera armonica e subentreranno una serie di complicazioni che dovranno essere poi corrette dall’otorinolaringoiatra, dal logopedista o dal dentista”.

“Bisogna comunque prestare attenzione al periodo in cui si toglie il ciuccio al piccolo – conclude Sarah – se sta nascendo un fratellino o una sorellina, se i genitori tornano tardi da lavoro o si verifica qualsiasi altra situazione in cui il piccolo possa percepire una mancanza d’affetto sarebbe meglio attendere qualche settimana in quanto il ciuccio dona conforto e rassicurazione”.

Con una visita odontoiatrica precoce si può capire se è già stato compiuto qualche danno allo sviluppo del cavo orale.

Il dentista pediatrico solitamente è un alleato nella spiegazione al bambino del perché il ciuccio deve essere tolto, trovando a volte il canale corretto per far arrivare l’informazione al bimbo.

(Fonte: Simone Masetto © Qdpnews.it)
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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