Mandarin Knitting Technology: filato intersecato con ioni d’argento per brevettare mascherine più sicure

Quando a marzo ho capito che saremo stati in casa per un bel po’ ho cercato un modo per investire il mio tempo e le mie competenze al fine di creare qualcosa di utile per la collettività: così è nato masknit“.

A parlare è Sante De Pecol, storico titolare della Mandarin Knitting Technology, azienda coneglianese profondamente ancorata alla tradizione tessile italiana e allo steso tempo affermata a livello internazionale per la distribuzione di macchinari d’avanguardia per maglieria.

Ed è proprio facendo perno sulle competenze acquisite nell’arco di trentanni di lavoro che è nato il progetto masknit, con l’idea di creare delle mascherine che riducessero al minimo il rischio di contagio. Realizzate con un filato intersecato con ioni d’argento (fin dall’antichità batteriostatico per eccellenza) sono state testate, come da norma, con il ceppo di Covid inviato all’azienda dallo Spallanzani di Roma.

I risultati hanno dimostrato l’efficienza protettiva sia per chi la indossa che per chi li circonda, grazie alla protezione meccanica del dispositivo e all’azione inibente delle particelle d’argento intersecate nel filo. Inoltre elimina il 99% dei virus con cui viene in contatto entro due ore grazie all’azione autoigienizzante della tecnologia antivirale.

“A inizio pandemia abbiamo cominciato a creare delle mascherine che fossero ad uso collettivo, ma sapevamo di poter fare di più. E infatti le nostre mascherine sono state da poco brevettate come presidio medico e registrato al Ministero della Sanità, – spiega De Pecol – il che significa che potranno essere utilizzate anche in ambito ospedaliero, da parte del personale e dei pazienti stessi, grazie al meccanismo di filtraggio d’aria sia in entrata che in uscita”.

mascherina blu

L’idea che ha tracciato la via per la realizzazione del progetto era quella di coniugare la massima sicurezza con il massimo comfort. Per questo motivo, titolare e collaboratori hanno lavorato per creare un prodotto completamente anallergico, gentile sul viso (pensando soprattutto a coloro che devono indossarlo per tempi prolungati durante la giornata), e che non può scivolare dal naso mentre si parla grazie alla tecnologia tessile impiegata.

Ma la meticolosità con cui è stato creato questo prodotto ha portato l’attenzione anche su un altro campo d’interesse, storicamente curato dall’azienda, cioè quello della sostenibilità.

Dotando, infatti, il dispositivo di un filtro intercambiabile con una durata in tutta sicurezza di 7 giorni pieni e utilizzando una tecnologia che permette di ridurre i lavaggi a una volta la settimana, si è ridotto non solo l’inquinamento ambientale dovuto all’enorme consumo giornaliero di mascherine chirurgiche o Ffp2 ma anche l’inquinamento delle acque con saponi o detersivi.

La mascherina, inoltre, non ha cuciture eccetto per l’attaccatura degli elastici retroauricolari, operazione molto veloce che non necessita di manipolazioni. Questo consente di non maneggiare a livello sartoriale il tessuto, che in ogni caso poi viene sanitizzato con macchinari e prodotti sostenibili testati.

Infine, certificata la sicurezza del prodotto, l’ultimo pensiero è stato quello di renderle anche piacevoli all’occhio. Così sono state certificate mascherine di 108 colori green, completamente esenti da coloranti citotossici.

“Certamente queste attenzioni all’estetica sono considerevoli – conclude Sante De Pecol – ma l’idea di cui vado più fiero è che la sicurezza del prodotto possa permettere ai bambini di andare a trovare i nonni senza mettersi e metterli in pericolo. Questa è emozione pura”.

(Fonte: Aurora Riponti © Qdpnews.it).
(Foto: Mandarin Knitting Technology). 
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