C’è tanta voglia di tornare a visitare i borghi e i centri storici dell’Alta Marca Trevigiana e, quando il Covid avrà frenato la sua corsa, in quest’area della Regione Veneto non mancano certamente le realtà in grado di offrire delle perle artistiche, culturali, naturalistiche ed enogastronomiche che meritano di essere conosciute.

Il dottor Giampaolo Zagonel, studioso appassionato di storia del Cenedese, ci ha accompagnato in alcuni angoli suggestivi di Serravalle, anche se la città offre molti altri siti straordinari apprezzati dai turisti che, prima dell’emergenza sanitaria, giungevano in città per conoscere le sue meraviglie.

Fin dall’antichità, il centro storico di Serravalle ha occupato una posizione strategica sia per i commerci che per le vie di comunicazione ma non resta molto dell’antico insediamento romano del I secolo a.C., articolato in un sistema difensivo il cui castrum principale era collocato nella stretta di Serravalle.

La città ha conosciuto il suo massimo splendore nel 15esimo secolo, durante il dominio della Serenissima ed è piacevole passeggiare ammirando i suoi palazzi rinascimentali che riportano le lancette dell’orologio indietro nel tempo.

In piazza Tiziano Vecellio sorge Palazzo Sarcinelli (al nobile Cornelio Sarcinelli era andata sposa la figlia del pittore Tiziano) e di fronte si trova Casa Sanfiori, unico esempio di antica abitazione medievale in città.

La piazza è racchiusa tra la Torre dell’orologio, costruita nel 19esimo secolo, e il quattrocentesco Oratorio dei Santi Lorenzo e Marco dei Battuti, che al suo interno ospita uno splendido ciclo di affreschi realizzati tra il 1429 e il 1446.

Dalla torre verso nord si raggiunge piazza Minucci, dalla quale si può ammirare Palazzo Minucci, al cui interno si trova una collezione di opere d’arte in stile dannunziano creata da Camillo De Carlo, patriota e agente segreto durante la Prima Guerra Mondiale.

Sul lato nord della piazza si trova il Teatro Lorenzo Da Ponte, l’unico al mondo dedicato al librettista di Mozart.

Il visitatore non può rimanere indifferente davanti alla Loggia della Comunità, un tempo sede del potere cittadino dove si riunivano il Maggior e Minor Consiglio.

L’edificio, realizzato tra il 1462 e il 1476, presenta nella facciata degli affreschi del 15esimo secolo di Dario da Treviso e sull’adiacente torre campanaria è collocato uno fra i più antichi quadranti d’orologio d’Italia e d’Europa

Oggi è sede del Museo del Cenedese che raccoglie memorie archeologiche, storiche e artistiche del territorio.

Davanti alla loggia si apre piazza Marcantonio Flaminio e proseguendo si attraversa il ponte sul Meschio dopo il quale si trova il duomo di Santa Maria Nova, interamente ricostruito nella seconda metà del 18esimo secolo da Domenico Schiavi da Tolmezzo (al suo interno c’è una pala attribuita a Tiziano Vecellio).

Non lontano dal duomo di Serravalle si trova la scalinata monumentale per raggiungere il Santuario di Santa Augusta, all’interno del quale si trova un altare che conserva le reliquie della Santa.

Dalla piazza, percorrendo via Roma, si raggiunge il Castrum di epoca romana e alla fine della via, proseguendo per via Mazzini, si arriva alla chiesa di San Giovanni Battista con il suo ciclo di affreschi quattrocenteschi.

In piazza Santa Giustina sorge l’omonima chiesa che ospita il mausoleo di Rizzardo VI Da Camino mentre a sud-est di Serravalle è situata la Pieve di Sant’Andrea di Bigonzo, prima chiesa madre di Serravalle risalente al quarto secolo e ricostruita nel 14esimo secolo in stile romanico-gotico.

A Serravalle si vive bene e, come sottolineato dallo stesso Zagonel, non manca mai un venticello fresco che viene apprezzato soprattutto da chi raggiunge la città nel periodo estivo.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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