Con la formale sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Comune di Vittorio Veneto e l’Esercito Italiano, lo scorso mese di marzo è stata avviata una collaborazione che ha consentito di intervenire sul patrimonio storico di armi custodite al Museo della BattagliaSi tratta di oltre 910 armi, da fuoco e bianche, della Prima Guerra Mondiale che necessitavano di manutenzione e piccole riparazioni per riconsegnare loro il pieno valore tecnico-storico e culturale.

E i primi risultati si stanno vedendo in questi giorni grazie alla professionalità degli uomini dell’esercito al servizio dei musei cittadini, in un programma di manutenzione inedito. La firma di questo protocollo, come sottolineò a suo tempo l’assessore Barbara De Nardi, arrivò comunque a conferma degli ottimi rapporti che si erano consolidati tra l’Esercito e l’Amministrazione di Vittorio Veneto durante le commemorazioni del Centenario del 2018.

museo della battaglia 1

I lavori ancora in corso sono a cura di un team di personale specializzato, tratto dai reggimenti dipendenti della Brigata Ariete, con un intervento della durata complessiva di circa 500 ore lavorative e le fasi delle lavorazioni sono ora documentate con immagini e fotografie. 

"Un lavoro importante – sottolinea l’ex assessore Barbara De Nardi, che sta comunque seguendo l’iter – perché hanno sostituito pezzi togliendo quello che non era corretto o era un "doppione" e mettendo in esposizione materiale interessante che prima era in magazzino. Hanno fatto la manutenzione a tutti i pezzi, e inserito in esposizione caricatori e tracolla, creato un nuovo pannello con alcune baionette (nelle foto sopra) e un'ottica per fucile Carcano Mannlicher 1891, destinata ai fucili per tiratori scelti e marcata Filotecnica Milano e aggiunte diverse baionette ai fucili. Poi (nella foto sotto) hanno messo in esposizione una Colt Browning 1895, che era in magazzino e conosciuta come "potato digger", la scava patate”.