È tutto un fermento sotto qualche dito di acqua, in zona Fietta del Grappa. Chi era abituato a catturarli a manciate per poi rilasciarli nuotare via sa che è arrivata l’ora: stanno per arrivare sulla terra i girini della fossa delle Fusère.

Questi piccoli esserini stanno per passare dallo stato di anfibi con una lunga coda nera alla nuova vita terrestre: una trasformazione incredibile.

Nel silenzio indisturbato della fossa delle Fusère, hanno sviluppato da settimane gli arti posteriori, sono anche spuntate le zampe anteriori, mentre i loro corpi stanno mutando radicalmente.

Da vegetariani diventano carnivori, la coda si riassorbe pian piano nel corpo e se non saranno abbastanza scaltri, diventeranno presto cibo nei primi giorni in cui si muoveranno sulla terra, all’asciutto, e non avranno ancora dimestichezza col procurarsi da mangiare.

A guardarli da vicino si nota che stanno scomparendo le branchie e crescono rudimentali polmoni: è il momento più critico nella vita di questo anfibio, nei giorni in cui cambia il suo habitat naturale e dall’acqua passerà al terreno.

Nella fossa delle Fusère c’è un gran daffare: in queste ore tutti sono impazienti di partire, sono ancora goffi, si guardano attorno, si sgranchiscono le zampe, prendono le misure, salutano i cògoli dove hanno vissuto spaparanzati per le loro prime settimane e si preparano alla vita vera, quella da adulti.

A brevissimo, li vedremo zampetteranno in superficie a sbocconarsi di luce e di aria umida primaverile, e per chi ama la natura e ricorda il passato, la caccia ai girini si trasforma presto in una gara di scaltrezza per trovare le rane mimetizzate alla perfezione… o quasi.

(Fonte e foto: professor Giancarlo Cunial).
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