I trevigiani leggono abbastanza libri, ma qual è il termometro della condizione della letteratura in Italia? Il Quotidiano del Piave, per cercare di rispondere a questi quesiti, ha voluto incontrare Andrea Tralli (nella foto), editore della piccola casa editrice Panda Edizioni di Castelfranco Veneto.

QDP.: Come nasce Panda Edizioni?

A.T.: “Panda Edizioni nasce nel 1978 ad opera di Mario Chibbaro, l'ex titolare, e nel 2013 io l'ho rilevata. L'ho fatto per la mia passione per la letteratura che mi ha sempre accompagnato, sia durante i miei studi che durante la mia formazione personale. Successivamente, avevo pubblicato due libri con Panda Edizioni ma di professione facevo il chimico. Dopo aver perso il lavoro, visto che avevo messo da parte qualche soldino, l'ho rilevata e ho cominciato così una nuova linea editoriale”.



QDP.: Che libri pubblica Panda Edizioni?

A.T.: “Le piccole case editrici in generale hanno una maggiore prospettiva di mercato soprattutto per quanto riguarda la saggistica e, quindi, Panda Edizioni ha un occhio di riguardo per la saggistica. Per la passione personale che mi guida, però, pubblichiamo testi di narrativa anche grazie al premio letterario che organizziamo a Castelfranco Veneto”.

QDP.: Ci parla di questo premio letterario?

A.T.: “Abbiamo voluto e desiderato fortemente un premio letterario che abbiamo chiamato premio “Prunola”. È nato in modo un po' giocoso prendendo in giro, per certi versi, il premio “Strega” perché nasce dalla casa-distilleria del liquore “Strega”. Vogliamo garantire la qualità dei libri premiati perché l'ambito dei premi letterari è sempre molto discusso da questo punto di vista. Vengono premiati i libri che realmente valgono o quelli che serve alle case editrici premiare?”

QDP.: Quali sono gli argomenti degli ultimi libri che ha pubblicato nel 2019 e nel 2018?

A.T.: “Per quanto riguarda la saggistica vanno molto la cucina, la psicologia, la religione e, a volte, anche il complottismo che, per certi versi, dà quel senso di “appetitoso”. Per la narrativa, invece, funzionano molto bene i thriller, i gialli e anche la narrativa più classica, quella familiare, di storie personali emotivamente intense”.

QDP.: I trevigiani leggono i libri?

A.T.: “I trevigiani leggono abbastanza, tutto sommato, non moltissimo, ma da questo punto di vista sono bravi. Spesso e volentieri leggono libri legati al territorio come alcuni gialli ambientati a Treviso oppure anche dei temi classici come le colline del Prosecco: questo tipo di approfondimenti piace molto. C’è una bassa penetrazione della lettura in Italia: solo il 40 percento della popolazione legge più di un libro l'anno. Questo vuol dire che il 60 percento della popolazione legge meno di un libro l'anno. La situazione è leggermente migliore nella Regione Veneto perché qui la percentuale si alza al 60 percento della popolazione che legge almeno un libro l'anno”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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