Volevamo entrare dentro l’adunata, per respirare l’aria di questa festa collettiva. Siamo partiti di primo pomeriggio dal campo base del Gruppo Alpini di Soligo, sulla Strada Ovest. Ad accoglierci il primo cittadino di Farra di Soligo, Giuseppe Nardi, alpino tra gli alpini. Qualche canzone del repertorio, le immancabili foto di rito e poi via verso il centro.

Ad accompagnarci AlbinoNicola e Mauro, con una jeep campagnola di quelle scoperte. Un mezzo di trasporto amarcord che non ci fa passare inosservati, così sperimentiamo fin da subito l’affetto della gente.

Arrivati alla stazione dei treni percorriamo le vie dell’Adunata, passiamo dove sfileranno le penne nere, fino a raggiungere la chiesa di San Nicolò, dove abbiamo appuntamento con il direttore de "L'Alpino", don Bruno Fasani. L’affetto degli alpini nei suoi confronti è enorme e nelle sue parole respiriamo una “alpinità” profonda, un senso di appartenenza che è amore.

Salutiamo Francesco Introvigne, presidente della sezione di Vittorio Veneto insieme ai rappresentanti delle sezioni di Conegliano e Valdobbiadene. In una chiesa gremita la messa è concelebrata dal vescovo di Treviso Gianfranco Gardin e dall’arcivescovo ordinario militare Santo Marcianò. Tante le autorità militari e politiche presenti, per tutti raccogliamo le impressione del prefetto Laura Lega.



In uscita dalla chiesa ci imbattiamo nel governatore del Veneto, Luca Zaia. La gente lo acclama e lui con molta semplicità ricambia. Riusciamo a strappargli qualche battuta, poche parole che però ci fanno capire il profondo legame che c’è tra le genti venete e gli alpini. Dalla chiesa parte la sfilata con il labaro delle sezioni di Conegliano, Treviso, Valdobbiadene e Vittorio Veneto. Un corteo che mette i brividi, un passaggio tra due ali festanti di folla fino a raggiungere il teatro comunale. Qui cogliamo l’orgoglio del presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero. Tra le tante autorità presenti riusciamo ad intervistare il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, l’ex presidente del Senato, Franco Marini, e il senatore Carlo Giovanardi.

Usciamo dal teatro e capiamo cosa sia l’adunata del Piave. Tra le vie quasi non si passa. Cerchiamo con telecamera e macchina fotografica di catturare le immagini e i colori di questa grande festa collettiva. Dopo due ore in mezzo tra la gente ci accorgiamo che sono le 21 e che dobbiamo tornare in strada ovest, senza jeep stavolta, perché in centro e nel Put non passa più nessuno. Anche le strade che portano fuori Treviso sono affollate. Verso le 22 arriviamo al campo base degli alpini di Soligo. Ci offrono uno spiedo suntuoso in un clima che ci fa sentire a casa. Non vorremmo andarcene, ma il lavoro ci attende. Carichiamo tutto in macchina e via verso casa, con un senso di gioia, con l’orgoglio di chi può dire: “Io c’ero”.



(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
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