Una carriera costruita in giro per il mondo quella di Filippo Colaiori, chef 33enne originario di Roma, lavorando soprattutto in cucine rinomate, che un anno fa ha deciso di aprire una attività propria a Ponte della Priula, Susegana.

Australia, Spagna, Irlanda e ovviamente Italia sono le nazioni dove ha lavorato e che hanno permesso al giovane chef di arricchire le proprie conoscenze culinarie che oggi trovano espressione nel menù di Ca’ di Ponte, il suo ristorante situato nel territorio dell'Alta Marca Trevigiana.

“Ho cucinato in varie parti del mondo - spiega Filippo - ma con me porto sempre qualche piatto della cucina della mia terra che inserisco nei miei menù come ad esempio la carbonara, la cacio e pepe e, nei mesi invernali, la coda alla vaccinara”.

Nonostante l’esperienza e la professionalità, il giovane chef ammette di non essere mai riuscito a cucinare come le sue nonne: “Una era del nord e una del sud, cucinavano in un modo incredibile e riuscivano a preparare dei piatti fantastici, quelli che, secondo me, rappresentano la vera cucina italiana: quella che non esiste più”.

Tra i piatti più richiesti, tra cui quelli proposti da Filippo nel suo menù estivo, c’è il sushi. Quando Filippo parla del tipico piatto giapponese intende l’autentica modalità nipponica di presentare il pesce crudo senza dimenticare l’italianità della sua clientela quotidiana.

Oltre a questo piatto molti clienti arrivano per assaggiare una rivisitazione della romana “cacio e pepe”: il gusto deciso del pecorino viene abbinato a quella del gambero crudo e del lime che rinfrescano il palato creando un mix di sapori che ben si addicono alle temperature estive.

L’insegnamento maggiore che Filippo ha appreso lavorando in un ristorante giapponese in Australia è la cura nella lavorazione della materia prima e il “rispetto” per ciò che viene preparato: caratteristica tipica della cucina del Sol levante.

“La pasta che usiamo viene preparata fresca ogni mattina - continua lo chef - e questo, oltre a una maggiore qualità della materia prima, ci permette di essere più veloci nel servire gli ospiti. Cerco di insegnare ai miei ragazzi come trattare gli ingredienti dando priorità alla freschezza e all’estrema selezione così come mi hanno insegnato".

Il ristorante Ca’ di Ponte, completamente ricostruito con la presenza anche di alcune camere, nasce dove un tempo sorgeva la storica trattoria che tutti conoscevano come “dalla Paolina”, uno dei luoghi simbolo del mangiare trevigiano e dell’ “accoglienza delle nonne” a cui anche Filippo si ispira.

La triade dell’internazionalità dei saperi, dell’essenza mediterranea dei sapori e della tipicità del contesto in cui Ca’ di Ponte è nato danno vita a un luogo piacevole non soltanto per il cibo ma anche per l’accoglienza e il divertimento: musica live, cocktail e un piacevole spazio esterno garantiscono un luogo d’incontro per tutti coloro che cercano il buon compromesso tra eleganza e mondanità.


(Fonte: Simone Masetto © Qdpnews.it).
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