Nella giornata di ieri, domenica 8 marzo 2020, nonostante l’emergenza, era possibile notare sulle sponde del Piave, e in particolare tra Pieve di Soligo e Susegana, nella frazione di Colfosco, lo svolgimento di varie attività all’aperto: tra queste, alcuni appassionati raccoglitori di erbe spontanee, intenti a raccogliere interi sacchetti di aglio orsino.

Questa pianta cresce in modo particolarmente rigoglioso ai margini di una bretella che passa sotto alla strada che collega i due comuni, così come probabilmente in altri luoghi similmente umidi e in piena fioritura.

Lo stretto corso d’acqua accompagna quei visitatori che non temono di bagnarsi le scarpe lungo i tre ponti romani, tra grotte, scorci e storia della prima guerra mondiale: dopo aver superato una galleria, è subito percepibile l’odore inconfondibile a metà tra l’aglio e il basilico.

Sia le foglie che il bulbo di questa pianta sono ottimi come alternativa naturale al classico aglio da cucina, ideali per la preparazione di un pesto e, con la giusta quantità, senza nemmeno rinunciare a un sapore deciso e anzi forse incrementandone l’intensità.

Usando il bulbo, dopo averlo tritato, è possibile insaporire dal sugo alla zuppa e ai minestroni, ma c’è chi afferma di utilizzarlo anche sui secondi di pesce.

L’aglio orsino è un vero toccasana per la salute: tra le proprietà più importanti, contenendo una gran quantità di vitamine, abbassa il colesterolo e purifica il sangue. Parrebbe che venga mangiato dagli orsi dopo il letargo proprio per via di queste proprietà.

Anche se non tutti vengono a coglierlo di persona, l’aglio orsino è fonte d’interesse per alcuni: la primavera “anticipata” di quest’anno ha richiamato a Colfosco di Susegana anche raccoglitori da oltre i confini della provincia.

“Siamo venuti qui dalla Serenissima per raccoglierne - racconta una coppia di veneziani incontrata nel pomeriggio proprio a Colfosco - In genere veniamo ad aprile, ma vista la temperatura abbiamo deciso di venire subito”.

La raccolta dell’aglio orsino, come di altre piante spontanee, può essere un piacevole passatempo in questo periodo di emergenza quasi quanto la raccolta dei funghi in autunno ma, prima di uscire di casa con stivali, guanti e ceste capienti, occorre informarsi bene sulle caratteristiche delle specie commestibili e saperle distinguere da quelle tossiche.

(Fonte: Simone Masetto © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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