“Se c’è acqua, c’è vita” recitava un vecchio detto. Proprio per questo un tempo i paesi nascevano principalmente lungo fiumi e torrenti. Non fa eccezione neppure il piccolo comune di Segusino dove sorge la casa della Sindica a cui è legata la memoria storica degli abitanti di questo paese.

Nella contrada detta “Riù” la casa della Sindica è situata nella zona che un tempo era definibile come la più strategica del paese: lungo il torrente sorgevano cinque mulini che animavano la vita commerciale del posto e l’incrocio dove è stata costruita si divideva in strade che portavano alla chiesa parrocchiale, al Bellunese e al passo barche per attraversare il fiume Piave.

“Guardandolo secondo i canoni dell’epoca in un cui è stata costruita, oltre cent’anni fa – spiega Mariano Lio -, questa era la zona artigianale del paese e quindi chi voleva venire a macinare la farina, segare il legname o farsi realizzare qualche oggetto dal fabbro doveva per forza recarsi in questa zona del paese”.

È conosciuta come la casa della Sindica – racconta Mariano – non perché fosse di proprietà di una donna sindaco ma perché la moglie del sindaco del tempo, Beniamino Verri, decise di costruire qui la propria abitazione. La moglie era una donna con una forte personalità che, non essendo originaria del paese e presentandosi come nobile, era riuscita a crearsi questo soprannome importante”. A testimoniare questo carattere spesso e autorevole c’è anche il ponte adiacente alla casa, conosciuto proprio come il ponte della Sindica.

Da molti anni la casa è disabitata e con il passare del tempo è risultata essere inagibile e poco valorizzata. Proprio per questo motivo il Comune di Segusino è in trattativa con i proprietari per l’acquisto dell’immobile e il sogno del primo cittadino Gloria Paulon è quello di ristrutturare l’intero edificio, realizzando al suo interno un centro culturale.

“Vogliamo ridare a questa casa il posto che gli spetta nel nostro comune – spiega il sindaco -, abbiamo intavolato un discorso con la Soprintendenza e le Belle Arti per il recupero del luogo: c’è la volontà di tutti nell’appoggiare la nostra idea”.

La realizzazione del centro culturale polivalente fungerà anche come prima tappa di un percorso lungo il torrente Riù, che vedrà il suo culmine nel borgo di Stramare. Il piccolo borgo, arrivo del percorso, è la più piccola frazione del comune e lo stesso Mariano risulta essere uno dei quattro residenti.

(Fonte: Simone Masetto © Qdpnews.it).
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