Il 10 marzo del 1749 nasce a Ceneda Lorenzo Da Ponte con il nome di Emmanuel Conegliano. Insieme a Giampaolo Zagonel, grande studioso del famoso autore delle più celebri opere di Wolfgang Amadeus Mozart, il Quotidiano del Piave ha voluto iniziare un primo approfondimento sulla vita del poeta.

Raggiunta Ceneda, il dottor Zagonel ha scelto di far partire il nostro viaggio dalla zona del ghetto ebraico, ricollegandosi alle origini della famiglia di Da Ponte.

La comunità ebraica di Ceneda ha una lunga storia che Vittorio Veneto celebra ogni anno con diverse iniziative come quelle, di rilevanza nazionale, che si svolgono in occasione delle giornate della cultura ebraica.

Gli ebrei sono arrivati a Ceneda nel 1597, dopo essere stati contattati dal vescovo Marcantonio Mocenigo per aprire un banco di pegni con l’obiettivo di rivitalizzare l’economia dell’area.

Dal 1646 la comunità ebraica ha avuto la possibilità di pregare in una sinagoga che è stata inaugurata ufficialmente nel 1710.

Al tempo di Da Ponte, c’erano circa 10 famiglie di ebrei con quasi 60 abitanti che seguivano l’antico credo religioso.

Nelle sue “Memorie”, il poeta ha scritto di aver perso la madre a cinque anni e suo padre, un semplice artigiano, si è quindi trovato da solo a doversi occupare dei tre figli.

Geremia Conegliano, il padre di Da Ponte, deciderà di fuggire dal ghetto, portando con sé i figli, chiedendo al vescovo di quel periodo di potersi avvicinare al cristianesimo.

Il battesimo sarà quindi celebrato solennemente nella cattedrale di Ceneda la mattina del 29 agosto 1763. Protagonista della cerimonia il vescovo Lorenzo Da Ponte che impose ai nuovi “cristiani” il nome di Gasparo, Lorenzo, Girolamo e Luigi, concedendo loro il cognome Da Ponte.

Il 10 settembre del 1763 il padre di Lorenzo Da Ponte, il più che quarantenne Gasparo, sposò la diciottenne Orsola Pasqua Paietta che gli darà 10 figli.

Lorenzo e Girolamo entreranno in seminario il primo novembre dell’anno 1763 grazie al vescovo che si occuperà in parte anche del mantenimento.

Il resto delle spese, infatti, sono state sostenute dalla Pia Casa dei Catecumeni di Venezia: un’istituzione creata dalla Chiesa e dallo Stato Veneto che aveva il compito di provvedere alla conversione, all’educazione e al mantenimento degli “infedeli” per diversi anni dopo l’importante passo di avvicinamento alla religione cristiana.

Camminare per le strade di Ceneda in compagnia di Giampaolo Zagonel è un’esperienza unica per leggere con gli “occhiali dell’intellettuale” angoli e luoghi della città che, purtroppo, alla maggior parte delle persone non dicono niente o dicono davvero poco.

A Ceneda, infatti, vuoi per una mera questione di interessi, vuoi per una sincera vocazione all’apertura al prossimo, si decise di facilitare il “dialogo interreligioso”, argomento oggi sempre più d’attualità.

In questo contesto si formò il giovane Lorenzo Da Ponte che impareremo a conoscere meglio nelle prossime puntate della “Storia del Cenedese”, l’approfondimento curato dal dottor Giampaolo Zagonel per la rubrica Qdpconoscere.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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