Per chi ha fede, durante il proprio percorso di vita è fondamentale comprendere quale “talento” ci è stato donato e che “missione” ci è stata affidata.

A questi interrogativi Carlo Balljana, il celebre “scultore del vento e dei papa”, ha saputo rispondere fin dalla tenera età coltivando, affinando e migliorando la sua vera vocazione: raccontare il mondo e la dimensione del sacro attraverso l’arte della scultura.

Incontrarlo nel suo studio o nel suo laboratorio, ormai una vera e propria “seconda casa”, è un privilegio che nessuno potrà mai dimenticare.

Orgoglioso e fiero delle sue opere, che ama e protegge con fare paterno, amante della vita e della sua famiglia e grato per ciò che la sua esistenza gli ha dato, Carlo Balljana è il classico esempio di uomo realizzato che sa di dover dare ancora molto all’umanità.

Conoscere lo “scultore del vento e dei papi” aiuta a riflettere sul concetto di immortalità perché esistono arti e imprese che possono renderci “immortali”.

La poesia, la letteratura, la pittura, le grandi imprese politiche e militari e la scultura, infatti, sono capaci di far guadagnare ai loro autori una fetta di “immortalità”.

Il Quotidiano del Piave ha conosciuto il maestro Balljana mentre era impegnato a lavorare nel suo laboratorio. Interloquire con lui è stato quasi come intraprendere un viaggio nei luoghi e tra i personaggi più significativi del Novecento.

Lo scultore, che risiede in provincia di Treviso, ci ha accolto con un gattino in mano, emblema della sua grande sensibilità che è stato capace di forgiare ed esaltare nelle sue sculture che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

Interrotti spesso da una chiamata di un cardinale o di un alto prelato, per un’opera commissionata da qualche diocesi europea, il maestro Balljana ci ha raccontato alcuni aspetti della sua vita, impreziosita da incontri incredibili che gli conferiscono un alone di “sacralità”.

Caro Balljana è nato a Farra di Soligo il 29 agosto del 1944. Dopo essersi laureato in ingegneria e architettura artistico ambientale a Friburgo, in Svizzera, dal 1963 ha esposto in mostre collettive e personali in tutto il mondo, partecipando a concorsi nazionali ed esteri.

Si è dedicato principalmente alla realizzazione di monumenti e di grandi opere in spazi pubblici e privati, eseguendo oltre duecento monumenti in Europa.

Un’opera di rilevanza mondiale è il reliquiario in oro e argento che conserva l’apparato vocale di Sant’Antonio nella Cappella del Tesoro nella Basilica Vaticana del Santo di Padova.

Tra gli aneddoti più emozionanti della vita del maestro Balljana ci sono sicuramente gli incontri con diversi papi, in particolare con San Giovanni Paolo II.

Aver avuto la possibilità di conoscere questo santo dei nostri giorni ha rappresentato per Carlo Balljana il coronamento di una vita dedicata alla sua professione.

Lo stesso papa ha regalato allo scultore nato a Farra di Soligo una straordinaria “profezia” sulla parte finale della sua vita.

Abbiamo deciso di non svelare i particolari di questa “profezia” ma quello che possiamo dire è che intrisa di forte spiritualità e di grande responsabilità per Carlo Balljana.

Nonostante abbia la possibilità di godersi un meritato riposo per i tanti anni di lavoro, lo “scultore del vento e dei papi” lavora ancora senza sosta, realizzando opere che girano il globo, incontrando personalità importanti del mondo della politica, dell’arte e della religione.

È proprio con la fede che vogliamo concludere questo primo contributo sulla vita del maestro Balljana.

Grazie alla fede, miraggio evanescente per tanti giovani d’oggi, la cui mente è obnubilata dalle distrazioni e dall’apparenza di una vita spesso priva di contenuti, lo scultore trevigiano ha fatto della sua vita una vera e propria opera d’arte.

Capace ancora di stupirsi, commuoversi e sorprendersi davanti ai piccoli e grandi incontri che si possono fare durante il nostro percorso terreno, dal gattino tenuto in grembo alla mano stretta al papa divenuto in seguito santo, Carlo Balljana è l’esempio di come non si debbano mai trascurare i dettagli e le sfumature delle cose.

Il poeta bengalese Rabindranath Tagore era solito dire: “Il grande cammina con il piccolo, il mediocre si tiene a distanza”: questo è il segreto dello scultore Carlo Balljana.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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