L’Alta Marca Trevigiana, lo si sa, vive anche di leggende come quella che la professoressa Maurizia Manto ha voluto condividere con tutti i lettori di Qdpnews.it appassionati di Medioevo Veneto e di misteri.

La professoressa ha scelto di parlare di questo racconto, che ha molti agganci con la storia reale di questi luoghi, salendo sulla “Collina del Castello” di Vidor dove ora non sono presenti segni molto visibili dell’imponente fortificazione.

La leggenda racconta dell’attacco al castello di Vidor, avvenuto nel 1328, da parte di Rizzardo VI da Camino, signore di Serravalle, insieme al suo alleato Gerardaccio da Collalto.

“Questa leggenda sconosciuta e molto affascinante racconta la storia di Rizzardo, sempre lo stesso nome ma non lo stesso personaggio, che in questo caso era il capitano del castello, che una sera, vedendo il castello in fiamme mentre stava passeggiando tra i colli vidoresi, capisce che sta avvenendo qualcosa di molto grave - spiega la storica Maurizia Manto - Le mura erano state aperte da un traditore che aveva permesso ai soldati di entrare dopo aver messo a ferro e fuoco tutto il paese di Vidor. Rizzardo tenta di entrare e di salvare la sua sposa Rosa, non trovandola fugge per un rifugio sotterraneo”.

Collina Castello Vidor

Questo rifugio sotterraneo dovrebbe essere una galleria misteriosa che attraversava i tre colli di questa parte del Comune di Vidor arrivando fino all’Abbazia di Santa Bona.

“Arrivato all’abbazia - prosegue la storica di Vidor - gli dicono che Rosa non si trovava in quel luogo e lui capisce ancora di più la gravità della situazione e ritorna nel castello. A quel punto inizia a combattere e trova morti in ogni angolo. L’assalto era veramente molto feroce e in un preciso momento Rizzardo si accorge che Rosa è stata rapita e portata sulla torre del castello. Allora ritorna giù dai monaci dell’abbazia e la mattina seguente, guardando la torre quadrata del castello, vede Rosa buttarsi dalla torre e lui, “con un colpo di reni” come dice la novella, si butta nel Piave cadendo dalla terrazza”.

“Nel periodo di cui parla la novella il castello apparteneva al Comune di Treviso che lo aveva acquistato dopo che i signori di Vidor si erano trasferiti in città - aggiunge la professoressa Manto - Loro avevano posto questo Capitaniato che era un presidio militare con il capitano e alcune guardie. In quel momento la stessa città di Treviso stava per essere conquistata dal grande Cangrande della Scala che aveva trovato qui da noi due importanti alleati: Rizzardo VI da Camino e Gerardaccio da Collalto”.

Collina Castello Vidor 2

“In questa situazione politica veramente disastrosa questi due signori conquistano il castello di Vidor e lo “regalano” a Cangrande della Scala - conclude la storica Manto - Tutti i particolari storici contenuti nella novella trovano corrispondenza nella storia. Questa leggenda di Rosa e Rizzardo è molto affascinante e intrigante e credo che sarebbe molto bello che venisse conosciuta di più, drammatizzata nelle scuole o presa in mano da una compagnia teatrale perché è una leggenda molto efficace che si appoggia a dei documenti storici e che, nello stesso tempo, dà il senso di quello che era il clima di quel periodo a Vidor”.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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