La passione per la cucina etnica ha coinvolto anche i trevigiani che negli ultimi anni hanno dimostrato di saper apprezzare le proposte culinarie provenienti da altre culture gastronomiche.

Non solo i famosissimi piatti della cucina giapponese, proposti nei numerosi ristoranti asiatici presenti nei principali centri della Provincia di Treviso, ma anche altre cucine: dalla cucina araba a quella che si ispira ai piatti messicani, dalla quella cinese alla thailandese fino ad arrivare alla cucina indiana.

La curiosità dei trevigiani per la gastronomia del subcontinente indiano è stata soddisfatta nel tempo dall’apertura di alcuni ristoranti che propongono le specialità dell’India, conosciute in tutto il mondo per la presenza delle famose spezie che rendono le pietanze molto saporite e piccanti.

Parlare di tradizione gastronomica indiana fa sorridere perché, in realtà, ogni stato dell’India ha una sua tradizione culinaria e un suo piatto forte.

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Nonostante l’enorme varietà e ricchezza dei piatti, quando all’estero si pensa al cibo indiano, ci si riferisce solitamente a una specifica tradizione culinaria: quella diffusa nel Nord dell’India con influenza Moghul (detta mughlai).

Nella città di Treviso i principali ristoranti indiani sono il Buddha di via Montello, che fa parte di una catena con altre realtà presenti a Padova e Vicenza, e il Maharaja, più recente, di Viale IV Novembre oltre ad alcune rosticcerie, come il locale Taj Mahal di via San Girolamo, per un pranzo o una cena meno impegnativi.

Nella zona del Montebellunese, il primo impatto con la cucina indiana è iniziato con l’apertura del Desh Restaurant & Kebab nell’area della stazione ferroviaria mentre a Conegliano gli amanti delle spezie conoscono bene il ristorante Namaste di Viale Venezia.

In Veneto non mancano sicuramente delle ottime proposte di cucina indiana in ristoranti famosi come il Rangoli di via Tiziano Aspetti o il Gandhi di Viale Felice Cavallotti a Padova ma anche le altre Province venete non scherzano: si segnalano i ristoranti Bombay Spice di via Forte Marghera a Mestre, i ristoranti veronesi Elefante Blu di piazza Corrubbio (che propone anche la cucina ceylonese) e Maharajah di via Guglielmo Marconi o l’accattivante proposta del Buddha Soul Restò in via Gran Viale del Lido di Venezia.

L’emergenza Coronavirus ha colpito anche queste realtà che si sono organizzate, come tutti gli altri ristoranti che cercano di sopravvivere, con le consegne a domicilio e con l’asporto, anche se l’aspetto gastronomico non è l’unica motivazione che spinge una persona a scegliere una cucina etnica: a volte la ragione principale è la voglia di “viaggiare con la mente” in una nazione straniera partendo proprio dalla cucina.

Durante il lockdown, invece, si è assistito al fenomeno di tanti italiani che hanno iniziato a sperimentare nelle loro case la preparazione di piatti di altre culture culinarie, facendosi aiutare dai negozi specializzati che vendono prodotti etnici e che organizzano corsi di cucina, anche online, legati a particolari tradizioni culinarie straniere.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Facebook).
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