Chiara e precisa la presa di posizione del vicesindaco di Valdobbiadene, Tommaso Razzolini, che domenica 27 ottobre 2019 ha accolto in municipio una delegazione proveniente dal Marocco.

La difesa dei valori religiosi del cristianesimo contro qualsiasi tipo di contaminazione o imposizione altrui, insieme a quelli identitari dell'Italia, sono stati i principali argomenti di discussione con gli illustri ospiti arrivati nell'Alta Marca Trevigiana per un importante convegno di carattere interreligioso.

In occasione della “Giornata del dialogo islamo-cristiano”, infatti, il docente universitario Said Chabbar, presidente del Consiglio dei Sapienti della regione di Beni Mellal e consigliere del re del Marocco, e il presidente della Federazione Regionale Islamica del Veneto, Ait Alla Lhoussaine, hanno visitato alcuni Comuni trevigiani.

Nella tappa valdobbiadenese, dopo il convegno di sabato 26 ottobre a Pieve di Soligo, la delegazione marocchina ha incontrato nella “casa comunale” il vicesindaco Razzolini.

Dopo aver illustrato il tema principale della conferenza interreligiosa organizzata dalla Federazione Regionale Islamica del Veneto, “Maria, ponte tra le fedi”, si è passati alla discussione di altri argomenti legati alla geopolitica e alle sfide dell'integrazione.

“Per affrontare al meglio la “questione Mediterraneo” - ha affermato il vicesindaco Razzolini - l'Italia ha bisogno di collaborare anche con Paesi come il Marocco. Per le sfide sull'integrazione in Italia, invece, è importante dialogare con realtà locali come la Federazione”.

“L'integrazione - continua Razzolini - parte dalla consapevolezza delle comunità straniere in merito ai doveri nei confronti del Paese ospitante. Il rispetto delle leggi e delle tradizioni italiane, infatti, è il primo punto di partenza per un confronto che può portare allo sviluppo di relazioni in grado di produrre frutti significativi”.

Il rispetto - conclude con determinazione il vicesindaco di Valdobbiadene - va esteso anche agli aspetti religiosi. Integrazione sì ma non chiedeteci di rinunciare ai nostri simboli religiosi come il crocifisso. Se io vado in Marocco rispetto la cultura e le usanze locali senza pretendere di imporre nulla. Questo spesso non avviene in Italia dove, in più di un'occasione, le comunità straniere parlano di diritti senza partire dai loro doveri. L'incontro di oggi è un primo passo per lo sviluppo di relazioni amichevoli all'insegna del rispetto reciproco”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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