Ermenegildo Giusti
, 66 anni, grande imprenditore italo-canadese nel settore delle costruzioni, da una ventina d’anni è rientrato quasi in pianta stabile in Italia, per investire nella terra che lo ha visto nascere.

Giusti Wine nasce nel 2000, con l’acquisto dei primi due ettari di terreno da parte di Ermenegildo Giusti, imprenditore trevisano alla guida della Giusti Group of Companies in Canada, leader nel settore delle costruzioni nella West Coast.

All’impianto del primo vigneto nel 2006 ha fatto seguito un piano di investimenti, che ha portato ad un allargamento della superficie vitata di proprietà per 100 ettari, divisi in dieci tenute, ubicate nel Montello e lungo la piana alluvionale della Destra Piave, nel Comune di Nervesa della Battaglia.

Ermenegildo Giusti è, e si sente, canadese, ma le sue origini italiane lo chiamano ad un ritorno a casa. Nel suo paese natale, Volpago del Montello, ha trascorso l’infanzia e la giovinezza.

La sua era una famiglia contadina (anche se di origine nobile, documentata a Conegliano fin dal 1600), storicamente interessata alla vitivinicoltura: i primi vigneti risalgono al 1870.

Il padre Augusto, nato a Venissieux in Francia, produceva vino e anche la famiglia della moglie Maria Vittoria coltivava i vitigni tipici di questa zona (glera, bianchetta e verdiso).

A 19 anni emigra in Canada, a Vancouver, assieme al fratello più giovane di un anno, con in tasca il sogno di diventare imprenditore: comincia a costruire case in stile canadese, ma con la creatività tipica italiana.

Oggi è a capo di una delle più grandi imprese edili d’oltreoceano, che fa capo a 5 diverse divisioni.

Emigrato in Canada con il diploma di terza media, nel 2007 viene insignito di una laurea honoris causa in dottorato del lavoro, ingegneria edile, rilasciata congiuntamente dagli atenei di Venezia, Padova e da un’università statunitense.

"La passione e l’amore per il Canada nasce da quand’ero bambino, - racconta Giusti - ne sentivo parlare dai miei genitori che mi raccontavano dello zio che in quella terra aveva fatto fortuna. Ho avuto scontri anche con mio padre perché già a 15 anni ero deciso a partire. Non mi piaceva il sistema in Italia, l’avevo già capito allora. E oggi, dopo 47 anni che investo in Italia, mi accorgo che non è cambiato nulla, anzi è molto peggiorata la situazione. E’ il più bel paese del mondo per il clima, l’arte, il cibo, la cultura. Siamo 60 milioni di italiani, ma il resto del mondo vorrebbe essere italiano, ci invidiano tutti".

"Quando ho deciso di investire qui non è stato facile, - prosegue l’imprenditore volpaghese - avevamo molta liquidità da investire. Per il futuro, per il futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti. Ma ci siamo resi conto che il posto più bello è l’Italia se vuoi comprare terreni. Se avessi guardato solo il sistema politico non avrei investito una lira, ma se guardiamo avanti di 50 anni l’Italia non sarà più quella di oggi, non sarà più l’Italia dei furbetti, sarà un’Italia multiculturale con una grande influenza anglosassone e anche orientale. Sarà un’Italia più bella, gli italiani saranno cambiati un po’ ma sarà un Paese favoloso. Penso che tra 50 anni quelli che sono oggi i miei nipotini guarderanno indietro e diranno ‘mio nonno era un genio perché ha avuto la visione di investire a lungo termine’. Se vuoi essere una famiglia importante devi investire guardando al futuro".

A 19 anni la partenza per il Canada: "Facevo il saldatore, mio papà mi ha comprato la prima saldatrice a 12 anni e mezzo, il giorno che son partito dall’Italia è stato il più bel giorno della mia vita, al pari della nascita del mio primo figlio e del mio matrimonio. Quando sono arrivato ho capito che se volevo fare successo il settore delle costruzioni sarebbe stata la strada giusta anche se non è stato facile abbandonare il mio mestiere di saldatore, in cui ero diventato molto bravo. Ho iniziato a fare il muratore guadagnando la metà di prima, perché non sapevo fare niente. Ma, grazie alla mia conoscenza nel disegno tecnico insegnatomi dal più bravo professore di applicazioni tecniche, Dante Imoli, ero in grado di progettare una casa e capire il disegno, così è stato facile mettermi in proprio e partire".

"Da lì il continuo desiderio di fare, di alzare sempre più il livello. Tutti i più grandi costruttori nel mondo sono tutti trevigiani, - spiega Giusti - da noi ai Bosa ai Zen di San Zenone degli Ezzelini, Boffo, veniamo tutti fuori da queste terre. Però l’Italia si è dimenticata degli emigranti. Noi siamo quelli che promuovono il Made in Italy nel mondo. Io mi son sempre vestito italiano, scarpe italiane, cibo italiano. Ora molti emigranti italiani stanno investendo in Florida, perché il nostro Governo non li invita a investire qui?”.

L’amore per la sua terra d’origine è stato più forte di ogni cosa. Ora sta per inaugurare quella che sarà una delle cantine più belle d’Europa: "Uno che nasce da famiglia contadina sarà sempre contadino nel cuore, una persona semplice, umile, con un grande rispetto per tutto. Mia nonna mi diceva sempre ‘Noi siamo poveri ma siamo netti’. Questa grande voglia di tenere tutto organizzato viene dalla famiglia, dalle nostre radici. E resta anche il grande amore per il Paese da cui provieni. Lo stile della nuova cantina richiama le onde del Montello, copiando una delle mie proprietà, Tenuta Aba. Ho voluto realizzarla nel rispetto del paesaggio, nel rispetto della gente che ci vive attorno. Per fare le cose belle ci vuole poco, basta amore e passione e si può fare qualunque cosa”.


(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
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