Venerdì 6 dicembre 2019 alcuni studenti dell’Isiss “Giuseppe Verdi” di Valdobbiadene, inebriati dal profumo delle spezie e assorbiti dalla tipica atmosfera caotica del Festival dell’Oriente di Padova, hanno fatto un piccolo viaggio tra le religioni, le culture e i popoli dell’Asia assistendo a spettacoli, assaggiando pietanze orientali e perdendosi tra gli stand di artigianato pieni di tante curiosità.

Una gita davvero originale che rientra nelle iniziative pensate dall’istituto scolastico valdobbiadenese per approfondire il tema dell’intercultura in modo originale, attraverso una proposta accattivante in grado di fornire interessanti contenuti da poter sviluppare anche con alcune lezioni da fare in classe.

Promotrice di questa iniziativa la professoressa Maria Rosaria Martella, da sempre sensibile a questo tipo di argomenti che negli ultimi anni sono stati affrontati anche nell’annuale appuntamento interculturale con spettacoli e feste a tema.

Cina, Mongolia, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, India e Vietnam ma anche il Medio Oriente sono le realtà che gli studenti del “Verdi” hanno potuto conoscere durante la loro visita al festival che è stata impreziosita dall’incontro con l’Unione Induista Italiana e con alcuni rappresentanti del buddhismo.

Conoscere queste grandi religioni asiatiche, che all’apparenza sembrano fondarsi su paradigmi sconosciuti all’Occidente, costituisce una forma di arricchimento culturale utile per approcciarsi correttamente nei confronti di popoli e nazioni che meritano di essere compresi evitando approcci sbagliati e fuorvianti.

Tante le specialità culinarie offerte negli stand attrezzati di una manifestazione che, ormai da diversi anni, si rinnova sempre coniugando aspetti commerciali a quelli ludici, culturali e artistici.

Davvero coinvolgenti gli spettacoli con i tamburi giapponesi e l’esibizione, che appartiene al folklore cinese, del leone sui pali. Affascinanti le danze tradizionali e moderne che arrivano dall’India o le diverse cerimonie, cinese e giapponese, per servire il tè con ritualità e movenze molto raffinate.

Spazio anche alle arti marziali, allo sciamanesimo, alla calligrafia cinese, giapponese e araba ma anche ai massaggi thailandesi nell’area del benessere.

L’apertura dei mercati mondiali e l’internazionalizzazione delle aziende invitano le scuole a non sottovalutare l’importanza di una conoscenza di base delle dinamiche che caratterizzano il modo di vivere in altri luoghi della Terra.

Le sfide del multiculturalismo e il fenomeno delle migrazioni impongono una riflessione che parta anche da uno studio delle culture di appartenenza dei “nuovi interlocutori” con i quali le giovani generazioni dovranno confrontarsi in un mondo dove i confini sembrano sempre più sottili, anche grazie alla rivoluzione digitale.

Sviluppare nei giovani la curiosità di conoscere il bello del “diverso da me” sembra essere una prerogativa anche per le scuole che, come nel caso del “Verdi”, potranno promuovere occasioni di incontro e di approfondimento utili agli studenti per entrare in contatto con nuove culture.

La gita al Festival dell’Oriente di Padova rimarrà un bel ricordo per questi ragazzi che sono chiamati a diventare protagonisti del loro tempo e ambasciatori del dialogo tra culture e religioni diverse di cui l’umanità avrebbe un gran bisogno.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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