Il viaggio di Qdpnews.it a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, è stato organizzato per diversi motivi. Tra questi spicca la volontà di seguire il concerto di Emanuele Bastanzetti, giovane violinista vittoriese che ha incantato il pubblico della locale chiesa di San Francesco d’Assisi, ma non si può trascurare la decisione di concretizzare un “abbraccio virtuale” tra due Patrimoni dell’Umanità: le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e i Sassi di Matera.

La “Città dei Sassi”, grazie alla sua bellezza disarmante, ha ispirato centinaia di pagine di scrittori e poeti, sbalorditi di fronte al groviglio di gradinate e vicoletti, chiese, campanili, archi, ballatoi, orti, terrazze, case ammassate le une sulle altre e aggrappate a profondi anfratti, sfarzosi palazzi signorili e impressionanti grotte.

A Matera e nei paesi limitrofi sembra che il tempo si sia fermato: neanche l’ingente afflusso di turisti, richiamati dal riconoscimento di Capitale Europea della Cultura 2019, può infatti scalfire l’atmosfera unica che si respira in questa città della Basilicata.

“Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante”: così l’intellettuale antifascista Carlo Levi, che in Basilicata ha trascorso il suo periodo di confino fra il 1935 e il 1936, ha descritto Matera nel suo “Cristo si è fermato a Eboli”.

Abbiamo deciso di far nostre queste parole perché l’incontro con Matera non può lasciare nessuno indifferente di fronte a tanta bellezza. Proprio per questo, la città è stata scelta come location d’eccezione per alcuni importanti set cinematografici come il “Vangelo secondo Matteo” (1964) di Pier Paolo Pasolini e “The Passion” (2004) di Mel Gibson.

La nostra scoperta di Matera è iniziata con la visita della Civita, il nucleo più antico dell’abitato, dove abbiamo scoperto alcuni aneddoti del duro ma dignitoso passato degli abitanti della città. A colpirci sono state le condizioni in cui per secoli hanno vissuto i contadini di Matera nelle case-grotta di cui brulicano i Sassi.

Centinaia di grotte, spesso condivise anche con gli animali, utilizzate come abitazioni fino ad oltre gli anni Cinquanta, la maggior parte delle quali oggi restaurate e in parte visitabili. Una legge nazionale, infatti, ne ha ordinato lo sgombero degli occupanti per ragioni igienico-sanitari legate alla promiscuità con gli animali e all’umidità delle case-grotta.

Queste insolite abitazioni furono scavate dall’uomo e utilizzate nei secoli prima come abitazioni e poi, a partire dal VI secolo, come insediamenti monacali e luoghi di culto per i seguaci di San Basilio e di San Benedetto. I basiliani scelsero proprio l’Italia per fuggire dalle persecuzioni iconoclaste che vietavano la rappresentazione di immagini sacre nelle chiese d’Oriente.

Dal Belvedere di Murgia Timone, in fondo al quale scorre il torrente Gravina, si può godere di un’ottima vista d’insieme sulla città, adagiata sui due anfiteatri naturali del Sasso Caveoso e del Sasso Barisano, con al centro lo sperone della Civita.

Durante una passeggiata nel territorio di Matera non è difficile imbattersi nelle famose chiese rupestri, splendidamente affrescate con capolavori di pittura parietale rupestre di ispirazione latina e bizantina.

Tra le tante cose che potevamo visitare, abbiamo scelto il Duomo, costruito fra il 1230 e il 1270, autentico capolavoro di architettura romanica sulla cui facciata domina uno splendido rosone a sedici raggi.

Non lontano dal Duomo sorge la chiesa di San Francesco d’Assisi, che ci ha accolto per il concerto di Emanuele Bastanzetti, giovane violinista di Vittorio Veneto. L’edificio religioso, costruito sull’antica chiesetta rupestre dei Santi Pietro e Paolo, ha una facciata che ricalca, anche se più sobriamente, le linee del barocco leccese.

Non mancano infatti le contaminazioni pugliesi nell’arte, nella cultura e nell’enogastronomia di Matera. La nostra scoperta della città non poteva limitarsi agli aspetti culturali e artistici. Proprio per questo abbiamo deciso di provare le specialità della cucina del posto: dal pane Igp di Matera al vino Doc Matera fino ad arrivare all’olio ottenuto con l’oliva majatica, ai funghi cardoncelli, alle paste fresche, ai salumi, ai formaggi e al famoso peperone crusco.

Non potevamo non comprare un souvenir di Matera e, grazie alla nostra guida, abbiamo visitato una bottega artigianale dove, dopo l’ammonimento sul fatto che sarebbe stato meglio utilizzare il termine “oggetti della tradizione”, abbiamo acquistato il caratteristico fischietto in terracotta.

Nella nostra breve visita al Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, noto come Parco della Murgia, abbiamo visto volare sopra di noi una piccola rarità del posto: il falco grillaio, il più piccolo dei rapaci, molto raro da vedere in Europa.

Matera, però, colpisce soprattutto di notte quando, da una delle tante terrazze panoramiche presenti in città, il visitatore può ammirare il vero e proprio “presepe vivente” fatto di case, grotte, osterie e vicoli illuminati che creano un’atmosfera di assoluta unicità.

Da Matera, per realizzare una piccola missione all’insegna dell’intreccio fra il territorio dell’Alta Marca Trevigiana e la Basilicata, abbiamo raggiunto la meno nota ma sorprendente cittadina di Miglionico.

Qui, ancor più che a Matera, abbiamo respirato le vere tradizioni della Lucania scambiando alcune parole con la gente del posto e assistendo a scene da noi quasi estinte, come la signora anziana, dalla grande devozione, che ha raggiunto il sacerdote per baciargli il crocifisso appeso al collo.

Dopo aver visitato il Castello del Malconsiglio, famoso per la Congiura dei baroni perpetrata nel 1485 contro Federico il Cattolico e conclusasi con l’uccisione dei congiuranti, abbiamo finalmente potuto ammirare lo splendido polittico di Cima da Conegliano, artista simbolo dell’Alta Marca Trevigiana, presente nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Miglionico.

In quel momento si è concretizzato il nostro “abbraccio virtuale” tra i due Patrimoni dell’Unesco nell’anno in cui Matera ha irradiato l’Europa con la luce delle sue proposte culturali.

La speranza per chi, come noi, ha apprezzato la città ma non ha chiuso gli occhi davanti ai suoi limiti, è che, spenti i riflettori in quest’anno di indiscutibile successo per tutta Matera, non venga meno l’interesse per questa città e per il suo prezioso bagaglio artistico e antropologico.

Creare a Matera un evento esclusivo con cadenza annuale, capace di riunire attorno ad un’idea varie eccellenze italiane, aiuterebbe sicuramente questa terra a guardare con più fiducia verso il suo futuro.

Il nostro ringraziamento va alla gente che ci ha accolto e alla cultura con la “c” maiuscola, strumento che permette all’umanità lacerata di abbattere ogni tipo di barriera che impedisce l’unione fra popoli e tradizioni diverse.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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