Ha lavorato per più di 30 ore per realizzare un murale di circa 70 metri quadri sotto il cavalcavia della strada regionale Feltrina che si trova all’inizio della pista ciclopedonale “La Tradotta”.

Il 31enne Diego Montagner alla ferrovia ci è abituato perché abita a San Gaetano lungo la linea che porta da Montebelluna a Padova.

Quando il Consorzio del Bosco Montello mi ha commissionato l’opera – racconta mentre dà gli ultimi ritocchi alla sua opera – ho proposto due bozzetti: uno ispirato al treno con una locomotiva e l’altro più metaforico, col volto di una donna immerso nei colori della natura“.

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E’ stato scelto il primo soggetto con un locomotore modello 740, imponente per la sua struttura e la sua forza: la motrice è inserita in un contesto floreale e naturalistico, come in effetti è anche tutto il tragitto della ciclabile. E’ infatti sormontato da un’ape, insetto preziosissimo per la natura e che lo stesso Consorzio cerca di tutelare anche all’interno del suo vigneto le Rive degli Angeli sul Montello.

“Questa è la mia attività professionale – spiega ancora Montagner – che intrapreso circa 6 anni fa, dopo aver lasciato la precedente attività lavorativa. Mi sono dedicato alla mia passione, avendo studiato all’istituto d’arte Fanoli di Cittadella; purtroppo la pandemia ha quasi fermato tutti i miei lavori e questa locomotiva è anche un segno della ripartenza“.

Il giovane artista si dedica a tempo pieno alle decorazioni per conto di privati o, come in questo caso, di enti pubblici: spesso è stato chiamato a decorare attrazioni per grandi parchi di divertimento, cabine dismesse dell’Enel (l’ultima l’ha realizzata a Sauris in provincia di Pordenone) o anche alcuni interni e dettagli delle grandi navi da crociera.

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Per realizzare l’opera ha utilizzato colori ad acqua da esterno preparando prima il fondo con una base trasparente sopra la quale ha realizzato il disegno, partendo dal bozzetto preparato al computer e sempre a portata di mano sul suo tablet che utilizza per gli ultimi ritocchi e le sfumature.

“La gente che passa di qua – spiega – mi fa tanti complimenti per quello che ho realizzato e devo dire che io per primo sono soddisfatto”.

Prossimamente anche sull’altro lato del cavalcavia, oggi spoglio, dovrebbe vedere la luce il secondo dipinto.

“Nelle pupille di questo volto femminile ci sono gli emisferi del nostro pianeta, in un contesto naturale. – conclude – Voglio in questo modo rendere omaggio alle donne, troppo spesso vittime di violenza”.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it© Qdpnews.it)
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