Il 15 marzo di 139 anni fa si teneva, nel salone del Municipio di Montebelluna, la prima Mostra vinicola regionale di Asolo, Valdobbiadene e Montebelluna.

Si è trattata certamente di una delle prime rassegne al mondo dedicate al vino, che dimostra inequivocabilmente una vocazione antica di questo territorio per la coltivazione della vite. Dalle scarne informazioni che si hanno al riguardo, un paio d’anni prima si era tenuta, a Firenze, la prima mostra vinicola in Italia.

Di questa storica mostra montebellunese si erano perse le tracce, fino a quando, nel 1972, in occasione del centenario del nuovo mercato e durante una mostra vinicola organizzata dalla Pro Loco, uno degli organizzatori è venuto in possesso della documentazione risalente a quel lontano 15 marzo 1882.

Un amico di Emiliano Garbujo, esperto vitivinicolo riconosciuto in tutto il territorio e titolare del negozio di Sementi Garbujo che si trovava in piazza Petrarca, tirò fuori da suol archivio il manifesto originale che promuoveva la Mostra: “Il giorno 15 corr. in occasione della fiera – recita il manifesto – avrà luogo nella Sala Municipale una Mostra vinicola regionale di Asolo, Valdobbiadene e Montebelluna in cui saranno esposti i campioni di tutte le varietà dei nostri vini, esibiti dai produttori del luogo. Ogni tipo porterà l’indicazione della qualità, località, quantità, prezzo e nome dell’esponente”.

“Un Giuria competente – prosegue l’esposizione del manifesto – aggiudicherà Menzioni Onorevoli, che verranno pubblicate nel giornale della Provincia. Le numerose adesioni pervenute, assicurano l’esito della mostra e l’intervento degli acquirenti”.

Il manifesto, stampato dalla tipografia G. Longo l’8 marzo del 1882, è firmato dal Comitato Esecutivo composto dal sindaco Clarimbaldo Cornuda, F. Fabris, Giovan Battista Dall’Armi, P. Stocco, F. Dal Bon, e dal Segretario F. Donadini.

Come si nota, nel Comitato, era presente anche quel Giovan Battista Dall’Armi geniale ingegnere che nel 1870 progettò l’attuale centro di Montebelluna.

In quella mostra erano certamente presenti molti vini provenienti da vigneti autoctoni e varietà che oggi ormai non si producono quasi più nella zona, come il Pignolo e la Malvasia, come ci ricorda lo stesso Emiliano Garbujo.

Una vocazione, quella del vino – sottolinea il sindaco di Montebelluna, Elzo Severin -, che ha rappresentato nel passato e rappresenta tuttora un settore molto importante del lavoro e dell’economia locale”.

(Fonte: Cristiana Sparvoli © Qdpnews.it).
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