“È stato amore a prima vista”: Marco Bonotto, conosciuto in tutta la comunità come Marco Jodo, racconta quanto è stato facile per lui innamorarsi della storica Osteria Jodo, tanto da prenderne le redini 22 anni fa.

È un luogo cardine qui a Maser, anche se a dire il vero la località Jodo si trova a Caerano – spiega Marco – e fa riferimento al soprannome di una famiglia che faceva di cognome Nardi: non era la mia, ma per comodità e associazione ormai qui sono conosciuto da tutti come Marco Jodo”.


La sua cucina spinge sulla tradizione trevigiana: i piatti sono di stagione così come i condimenti sono del territorio ed è da quest’attenzione che si sposano armoniosamente gli asparagi nostrani Igp e Dop di Cimadolmo, Badoere e Bassano con il prezioso olio di Maser presentati da Marco.

“Oggi prepariamo due antipasti e un primo piatto puntando a rispettare cosa ci offre la natura in questo periodo – afferma Marco -, esaltiamo l’asparago in una caprese mimosa, in un’insalatina di asparagi crudi e gamberoni e infine in un piatto di tagliatelle unito a del prosciutto crudo”.

Durante la preparazione, Marco lavora con una velocità tale da raccontare il suo approccio alla cucina come mestiere quotidiano: ci confida che non ama le piastre elettrice e che crede in una sorta di ritorno alle origini in cucina, pur ammettendo l’importanza delle nuove tecnologie per rendere più sane e sostenibili preparazioni e cotture

La passione di Marco Bonotto per la cucina nasce fin da piccolo e grazie a un lungo percorso in ambito culinario che l’ha visto partire dallo storico ristorante Tulà a Treviso, trova un’occasione d’oro per esprimere la propria esperienza: “Sono sempre stato affascinato dall’Osteria Jodo, ci venivo a mangiare ogni volta che tornavo in queste zone perchè l’ambiente mi piaceva moltissimo. Ho avuto la mia occasione quando ho saputo che l’attività era cessata: ho trovato subito una buona intesa con la vecchia proprietaria e ho rilevato l’osteria, con il grande impegno di portarla avanti” racconta.

La casa, com’è ufficialmente mappata, è una costruzione centenaria, dalla classica struttura contadina: il corpo centrale era il fulcro della vita della famiglia Nardi e poco a poco si è ampliato, come testimoniano silenziosamente i differenti tipi di pavimento che ingrandiscono poco alla volta gli spazi del casolare. Nelle vecchie foto si vede con chiarezza l’insegna che indicava la rivendita di liquori, passando poi a diventare una classica osteria veneta

In 38 anni di esperienza Marco ha avuto modo di girare l’Italia e lavorare all’estero ma alla fine è approdato nei luoghi dov’è cresciuto e dove si è stabilita la sua famiglia: “C’è stata una linea sottile che mi ha legato a questo locale e che mi ha fatto ritornare, sono orgoglioso di aver ricevuto questo testimone dall’anziana proprietaria. È un testimone impegnativo ma spero di riuscire a portare avanti la tradizione di questo luogo di ritrovo importante per la comunità della bassa Caerano e di Maser”.


(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
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