Non tutti sanno che in cima a via Gorghesana, a Crespignaga di Maser, là dove si vedono la Rocca e, sullo sfondo il Monte Grappa, giace silenzioso un piccolo borgo chiamato Case Fregona. Anche se il nome crea un collegamento logico con l’ultimo comune trevigiano prima della Foresta del Cansiglio, Fregona appunto, a testimoniare che questo non è sempre stato un borgo così pacifico e silenzioso è il secondo nome con cui viene descritto, ovvero Case Brusade: durante la Seconda Guerra Mondiale gli edifici di questa località andarono a fuoco dopo una rappresaglia da parte dei fascisti.

Questo triste aneddoto non fa che rendere ancora più significativa la sorprendente nota di colore che questo borghetto offre in questa stagione, grazie a un’artista che vi risiede e che vi ha saputo trovare ispirazione.

Chi percorre i sentieri sotto le colline asolane o maserine può imbattersi in colorati cartelli dipinti, travi tarlate o piccoli totem di pietra, tutti contraddistinguibili per i colori sgargianti o le composizioni curate. Da lì, in pochi metri, si arriva a Case Fregona, dove già sulle facciate delle case, nei cortili o agli incroci delle contrade si trovano squisite illustrazioni, molto colorate quanto curate.

Tra gli ultimi vigneti di “recaldina” o recantina, alcuni ulivi e antichi capanni di legno, nelle giornate soleggiate si può scorgere un orizzonte davvero mozzafiato, ma l’elemento più interessante è una casa posta a sud, dove oltre un cancello si scorgono una moltitudine di delizie curiose, una grande edera che avvolge il terrazzo della casa, molto probabilmente un gatto e una palma, verticale nel cortile.

Sulla casella della posta c’è scritto Nadia Lionello, un’artista di Cittadella con una grande esperienza nel campo della pittura, che ha deciso di venire a vivere a Case Fregona per dedicarsi alla sua più grande passione: ridare colore alle cose.

Così in questo periodo espone le sue opere in una parte della casa e utilizza vecchie travi e dipinge murales per “seminare briciole” per le contrade e invitare i visitatori e i passanti a soffermarsi per un attimo nel suo angolo vivace.

Soggetti astratti, metafisici, ma anche ritratti reali di edifici e situazioni del territorio, sentieri collinari e forme arrotondate e rassicuranti che a guardarle fanno dimenticare la pungente realtà di questo periodo.

Nel giardino speciale della signora Lionello, oltre a vecchi oggetti che ha trovato lì assieme alla casa, vi sono addobbi particolari che pongono alla base di tutto l’affresco su materiali naturali, su pietra, legno ma anche su pigne, zucche e gemme di melograno.

Quando non lavora nel suo laboratorio, Nadia si aggira per i boschi in cerca di radici da dipingere o di scorci da memorizzare per nuove opere. In passato, l’artista esponeva in atelier e mostre d’arte, ma da qualche anno preferisce questo approccio, più spontaneo e delicato all’arte e alla natura.

Inizialmente erano pochi coloro che conoscevano l’esistenza di un’esposizione d’arte in cima alla collina di Crespignaga, ma le pietre colorate e i murales sono stati talmente apprezzati, forse proprio per la spontaneità con cui sono stati trovati, che qualcuno ha avuto persino la faccia tosta di rubare qualche pietra.

La comunità di Case Fregona è orgogliosa per una tradizione colorata che non è nata con il borgo ma che la signora Lionello ha portato e trasmesso, e acconsente volentieri a quest’esposizione, anzi, ha permesso all’artista di dipingere e decorare persino all’interno delle proprietà private, che sono frazionate in piccoli appezzamenti proprio come si usava fare un tempo. “Io penso che le cose, anche queste cose vecchie, abbiano un proprio vissuto - racconta Nadia Lionello - Perché non ridar loro vita?”.

 

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
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