Non è un mistero che il Veneto sia una della regioni italiane maggiormente afflitte da reati e da condotte illegali in materia di caccia.

A fronte di molti corretti cacciatori che esercitano con passione le arti venatorie rispettando con serietà e assoluto rigore le normative vigenti, il bracconaggio, ovvero la caccia o pesca di frodo in violazione alle norme che regolamentano la disciplina, è uno dei grandi problemi che i carabinieri forestali devono affrontare nell’attività di protezione ambientale dell’ecosistema.

Il Generale di Brigata dei Carabinieri forestali in riserva Isidoro Furlan ha dedicato una vita intera alla tutela dell’ambiente e della fauna nazionale, comandando più volte operazioni antibracconaggio di rilevanza nazionale come l’operazione “Pettirosso” e l’operazione “Adorno”, e assicurando legalità e rispetto delle normative a questo importante settore.

“Il bracconaggio presente nell’Alta Marca, tanto storicamente quanto attualmente – spiega il Generale – si caratterizza fondamentalmente per l’esposizione di reti, di varie misure, per l’uso del vischio e delle trappole in generale. Il problema più grande sono le trappoline in acciaio all’interno delle quali i bracconieri nascondono esche per catturare pettirossi o passere, insomma piccoli uccelli. Quest’usanza si è trasformata nel tempo in tradizione nella provincia di Treviso, come dimostra il celebre piatto della cucina tradizionale “poenta e osei”.

Il problema della caccia di frodo, oltretutto, è tutt’altro che semplice da combattere, come spiega Furlan: “Un vero metodo, unico e collaudato, per contrastare il bracconaggio non esiste. Ci vuole tanta tanta pazienza. Quando si fiuta un episodio bisogna fare degli appiattamenti, che a volte comportano anche intere notti passate all’addiaccio. L’attenzione in quei momenti deve essere massima perché se il bracconiere non manipola le trappole non può essere nemmeno denunciato, è necessaria la flagranza di reato”.

A coronare l’impegno di una vita intera al servizio della natura il 5 giugno 2021, in occasione dell’anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, sarà presentato il suo libro “Il Comandante. Bracconieri, malfattori e altre storie” (edito Antilia).

In questo volume ha racchiuso l’esperienza di un’intera carriera, l’amore per la professione e la volontà di comunicare a tutti quei valori che sanno rendere capaci di affrontare le più grandi sfide.

“Il libro è nato – conclude -per raccontare oltre quarant’anni di carriera e per rendere omaggio ai miei collaboratori che mi hanno dato grande sostegno negli anni, in un settore in cui ho seminato molto e ora vedo che stanno crescendo i frutti. La cosa più bella per me è gratificare e riconoscere il lavoro di tanti carabinieri forestali che si sono impegnati giorno e notte, basti pensare all’ultima operazione sul Delta del Po che ha avuto risultati eccezionali. Infine, è stato un onore per me avere la presentazione di Teo Luzi, Comandante Generale dell’arma dei Carabinieri”.

(Fonte: Aurora Riponti © Qdpnews.it).
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