Si scrive "Ossi Grossi" si legge Santa Lucia di Piave: una squadra composta da quattro componenti del paese che hanno fatto della loro musica e del dialetto la loro prosa.


Avete mai sentito parlare di una band che si esibisce in dialetto veneto? Abbinandolo ad un sound avvolgente e per tutti i palati? Questi sono i "mantra" della giovane band.

Un racconto quasi "goliardico" di storie e curiosità locali, svariando molto tra i generi: dal punk rock al reggae fino addirittura al country: un "pack-fu" come viene chiamato dagli stessi membri: una curiosissima realtà quindi dal piccolo paese di Santa Lucia.

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"Per noi la musica è come un kebab, c'è la cipolla ed è a strati: una cosa astratta ma profonda" afferma la band. 

Ma come mai la decisione di cantare in dialetto? "Per noi è una bella cosa portare avanti la tradizione locale - precisano - è una lingua che si presta molto ad essere goliardica, vogliamo dare questa impronta alla gente che ci ascolta. Come i nostri brani "Nutria" e "Da Grande Farò Il Murer"".

Purtroppo il cavallo di battaglia del gruppo erano i live, cosa che ora è assai impronibile da proporre: "Dato il periodo abbiamo deciso di intraprendere una strada diversa - spiegano - vogliamo portare contenuti sempre nuovi con singoli e videoclip, tenendo gli ascoltatori "pimpanti"".

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Il tutto con l'attesa di tornare un giorno a "spaccare" sul palco: "Il nostro sound si presta sicuramente di più nei live - conclude il quartetto - noi siamo "molesti", puntiamo a coinvolgere il pubblico lasciando loro un segno positivo, quasi un cabaret per intederci, l'aspetto scenico per noi è imporante".

Un concentrato di humour e serietà, approccio dissacrante e consapevolezza musicale. Il tutto condito dal dialetto bisiacco, come ci tiene a puntualizzare la stessa band, con la speranza di poter tornare a "incendiare" di passione i palchi. 


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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