Tornano i mammiferi nell’appuntamento settimanale di Qdpnews.it con la fauna selvatica dell’Alta Marca Trevigiana, accompagnati ancora una volta da Fabio Dartora, tecnico faunista di Pederobba esperto in monitoraggio della fauna selvatica.

La protagonista di oggi è la volpe, celebrata ma anche denigrata in tante favole e racconti: un animale che molti di noi hanno incontrato di sera guidando, magari mentre attraversava una strada di campagna o in montagna o, purtroppo, quando nel pollaio mancava qualche elemento, anche se non sempre si è avuta la certezza che ci fosse proprio lo zampino della volpe.

“Rossa con i tarsi e le orecchie nere - spiega Dartora -, una folta coda con la punta bianca, la volpe è presente dal livello del mare fino alle alte praterie alpine. Si nutre di piccoli mammiferi (topi, ratti e arvicole), insetti, carcasse, frutta e molto altro in base alle disponibilità stagionali. In molti la conoscono perché preda le galline, ma non tutto l’anno e non tutte le volpi: spesso le predazioni su pollame aumentano nel mese di maggio-giugno, ovvero quando i cuccioli, ormai cresciuti, richiedono maggiore sforzo da parte delle madri volpi che frequentano spesso i pollai soprattutto per la presenza dei ratti”.

“La volpe - prosegue Dartora - si accoppia in inverno e, dopo due mesi di gravidanza, nascono da 2 a 6 cuccioli circa che dipenderanno dalla madre fino alla tarda estate. La sua dieta opportunistica e generalista la rende capace di alta adattabilità, per questo la ritroviamo su qualsiasi tipo di habitat. Le volpi adulte difendono attivamente il loro territorio dall’ingresso di altre volpi e la densità dei soggetti nel territorio dipende dalle risorse trofiche disponibili, ovvero dalla quantità di cibo a disposizione”.

“Non ha molti predatori essendo lei stessa un predatore - precisa il tecnico faunista di Pederobba - ma capita di vedere delle volpi predate da lupi e aquile in maniera occasionale. Approfitta spesso delle tane abbandonate dei tassi per allevare i cuccioli e, se le tane di tasso sono molto grandi, capita che convivano nella stessa rete di gallerie”.

“La volpe - conclude - scava discretamente ma il tasso, si sa, è molto più bravo nello scavare tunnel e camere sotterranee, così la volpe dove riesce ne approfitta. Il modo di dire “Furbo come una volpe” le si addice proprio, infatti la volpe, sia per procurarsi il cibo che per sfuggire ai pericoli, sembra ingegnarsi in modo incredibilmente “fantasioso”, così appare ai nostri occhi come furba e astuta”.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione di Fabio Dartora).
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