Un nonno sprint. Può essere così definito, Bruno Gelmo, che, a 80 anni compiuti (81 a fine luglio) costruisce, carica e trasporta in autonomia le sue pesanti creazioni, simboli di fede per molti devoti.

Bruno, classe 1940, conosciuto da tutti in paese, risiede con la moglie nella frazione di Mosnigo a Moriago della Battaglia. Da sempre un muratore, dedito al lavoro e alla famiglia, mai avrebbe pensato di cimentarsi nella costruzione di grotte dedicate alla Vergine Maria.

Poi all’improvviso la svolta, avvenuta anni fa dopo una visita al santuario dedicato alla Madonna di Schio, nell’alto vicentino, la ritrovata fede per Maria.

Da quel giorno quasi ogni anno, accompagnato da sua moglie Lucia, percorre in pellegrinaggio la lunga salita fino al Monte di Cristo, dove il 25 marzo 1985 si dice sia avvenuta la prima apparizione mariana.

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Per Bruno la costruzione di grotte dedicate all’alloggiamento di icone mariane è la trasmutazione della sua fede: “Posso dire di essere stato graziato. Un giorno di molti anni fa mi recai con mia moglie Lucia sulla cima del monte di Cristo a Schio – racconta Bruno – dopo aver bevuto l’acqua che sgorga dalle pendici del monte, da quel giorno qualcosa cambiò in me. Appena tornato a valle infatti capii che anch’io, come molti altri devoti, dovevo lasciare il mio segno, un mio contributo in quel posto speciale e fu proprio da quel giorno iniziai a costruire le grotte”.

Il passato da muratore e le tecniche apprese in anni e anni di lavoro hanno permesso a Bruno di sviluppare un vero e proprio “marchio di fabbrica” nella costruzione delle grotte.

Da anni infatti completamente a mano impasta il calcestruzzo e lo irrobustisce con rocce, sassi e marmo per dare forma alle sue opere.

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“Ogni grotta mi impiega più di una settimana di lavoro – spiega Bruno Gelmo – e il tempo può variare dalla complessità della costruzione, solitamente imbastisco un’anima di metallo e poi costruisco tutto attorno. Utilizzo materiali che si possono reperire ovunque, ne avrò la fatte ormai più di 50. L’ultima grotta l’abbiamo donata domenica al santuario della Madonna di Schio”.

Quest’opera è stata consegnata ieri, domenica 18 luglio, all’Associazione Opera dell’Amore di Schio, l’associazione fondata dal veggente Renato Baron a seguito delle apparizioni mariane: un luogo di riferimento spirituale che ogni anno è meta di numerosi fedeli e richiama turisti da ogni parte del mondo.

(Fonte: Francesco Pastro© Qdpnews.it)
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