In queste settimane di isolamento domestico forzato, necessario per limitare la diffusione del Coronavirus, la musica è andata in soccorso di tante persone che, grazie ad uno strumento musicale suonato dentro la propria stanza o alla canzone di un artista preferito ascoltata nei momenti di maggiore sconforto, hanno avuto un po’ di sollievo.

Per chi con la musica ci vive, invece, sono tempi durissimi perché i concerti, gli eventi culturali e i saggi sono bloccati da tempo e sembra difficile immaginare una ripartenza.

Nell’Alta Marca Trevigiana, nei mesi che hanno anticipato l’inizio dell’emergenza, stavano fiorendo tante iniziative culturali e artistiche che avevano puntato i riflettori sulla musica.

Protagonista di questo “rinascimento musicale” nel Quartier del Piave, e non solo, è stata sicuramente l’associazione musicale “Toti dal Monte” che, grazie alle intuizioni del maestro Giancarlo Nadai, ha organizzato svariati eventi nei quali la musica è stata veicolo privilegiato di promozione delle bellezze di un territorio che ora può fregiarsi del titolo di Patrimonio dell’Umanità.

“Anche l’associazione musicale “Toti dal Monte” di Solighetto - spiega in una nota Sofia Facchin, responsabile della comunicazione dell’associazione, in merito alla sospensione di tutte le attività culturali -, sta risentendo come tanti altri, della situazione. Tuttavia, non si è persa d’animo e ha deciso di adottare nuove misure, al fine di non compromettere le proprie attività, garantendo ai propri studenti la conclusione dell’anno scolastico. Gli insegnanti si sono organizzati per permettere lo svolgimento di lezioni a distanza, ricorrendo alla tecnologia di computer, tablet e smartphone”.

“Ma viene naturale domandarsi se - conclude -, dal punto di vista strettamente didattico, i nuovi strumenti educativi siano all’altezza delle aspettative. È prematuro a dirsi, ma questa nuova modalità di insegnamento apre scenari inconsueti”.

“È vero che le lezioni online non sono in grado di sostituire pienamente e totalmente la consueta didattica - aggiunge il maestro Giancarlo Nadai -, soprattutto quando si parla di insegnare a suonare uno strumento, ma non è un’impresa impossibile. Anche partendo dal presupposto che, per molti studenti, la musica è fonte di conforto. Dunque, non vogliamo e non possiamo fermarci. La ripresa sarà lunga per tutti, ma continuiamo a sostenere i nostri artisti, condividendo idee e passioni per trovarci pronti alla rinascita e ripartire con il piede giusto. Tutti desideriamo il ritorno alla normalità, ma possiamo dirci davvero soddisfatti, in termini di salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio culturale? Ad essere onesti, i luoghi della cultura, come la “Toti dal Monte”, non sono nuovi a minacce di stop, tagli e fermi”.

“È questo il momento giusto per riflettere - conclude Nadai - o, se necessario, rivedere i nostri obiettivi, creando un piano adeguato per il rilancio del sistema culturale italiano. Ma, soprattutto, questo è il momento per cambiare mentalità, puntando su una maggiore consapevolezza riguardo il tema della tutela culturale. Se ci pensiamo, a rompere l’isolamento delle nostre giornate sono i musicisti che si esibiscono in diretta Facebook, i teatri che replicano e mettono a disposizioni intere stagioni o le fondazioni e i musei che aprono virtualmente. Potrà sembrare prematuro, ma è necessario affrontare già ora la questione del futuro, come sta facendo la “Toti dal Monte”. Le decisioni di oggi saranno determinanti per il domani. L’Andrà tutto bene passa anche da qui”.

La musica e la cultura, mai come in questo periodo così complesso, rappresentano un “balsamo” per la sofferenza di tante persone che, rifugiandosi in questi preziosi “compagni di viaggio” anche durante l’isolamento, possono spostarsi con la fantasia pur rimanendo fisicamente nello stesso posto.

A chi regala ogni giorno queste emozioni, però, non possono più bastare slogan o promesse: urge quindi un ripensamento dell’approccio alla cultura anche per il rilancio dell’Italia.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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