Nell’immaginario collettivo i veneti lavorano, sempre e duramente. Un’idea ormai consolidata, provata di certo dalla crisi economica degli ultimi anni ma basata sul reale: un territorio che ha dato i natali a tanti imprenditori, famiglie che rimboccandosi le maniche e partendo dal nulla hanno costruito una rete d’importanti imprese.

Una tra queste è la Safi di Fiorenzo Sartor, imprenditore cornudese, innovatore e avanguardista.

La sua ditta, che prende il nome da un acronimo, costruisce ponteggi autosollevanti che finiscono nei cantieri dei luoghi più disparati, non solo in Europa ma anche nelle Americhe e in India.

Una ditta che forse non tutti conoscono ma che gareggia nei mercati mondiali con aziende blasonate e agguerrite.

“Ho iniziato a lavorare all’età di dieci anni – spiega Sartor – sono nato e cresciuto a Cornuda e ho frequentato le scuole fino alla quinta elementare, un vero lusso a quei tempi. Nonostante questo ho girato il mondo e sono sempre riuscito a farmi capire. All’epoca il mercato dei ponteggi non esisteva e dal nulla ho inventato il ponteggio autosollevante, ora impiegato in tutto il mondo per costruire e restaurare edifici, salvare monumenti, realizzare arditi progetti di ingegneria idraulica o navale. Si tratta di un sistema di montacarichi, ascensori e piattaforme che ha mandato in soffitta travi di sostegno, tavole di legno e carriole”.

“Nei cantieri fa salire e scendere le persone e i materiali in un battibaleno. Quest’idea poteva venire a chiunque, in fin dei conti bastavano un pignone e una cremagliera” continua.

Aveva appena diciassette anni quando ebbe questa intuizione, un’ispirazione balenata dal vedere un cancello aprirsi e soffermarsi sulla possibilità che lo stesso movimento potesse avvenire in verticale: il passar del tempo ha dato così ragione a Fiorenzo Sartor.

Lavoratore indefesso, non molla nemmeno al sabato e alla domenica, i suoi giorni preferiti perché testualmente “nessuno rompe”.

L’ultima commessa, solo in ordine di tempo, quella per Fincantieri: di fronte ad una loro specifica esigenza, Sartor, ha proposto la maniera migliore per risolverla.

Detto fatto: un montacarichi che agevoli il lavoro nei loro cantieri navali, a Monfalcone e Porto Marghera, in grado di sollevarsi consentendo il passaggio della gru in banchina, oltre che di alzare e traslare qualsiasi materiale in quantità e peso industriali.

I concetti sono quindi molto semplici: prodotto buono e di qualità, lavoro sodo, ingegno e perseveranza. 

(Fonte: Ylenia Bigolin © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione di Fiorenzo Sartor).
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