Cento anni di storia racchiusi nella “1868 Gallery” di Carpenè Malvolti, che ospita la mostra “Imprese eroiche ed enoiche in Conegliano”; per raccontare l’epopea dei Campioni del ciclismo attraverso le loro bici da corsa, le maglie e altri cimeli.

La storia del ciclismo raccontata attraverso l’esposizione di ventotto esemplari unici e rari, appartenenti al collezionista Gianfranco Trevisan, un ex corridore; sintesi perfetta l’accostamento tra le imprese storiche sulle due ruote di “grandi” come Coppi, Bartali, Moser e le imprese enoiche del fondatore Antonio Carpenè che credette nel territorio di Conegliano tanto da piantare, in seguito a studi accurati, la vite.

La bici più antica in mostra risale al 1923 e appartenne a Nello Ciaccheri, con la quale partecipò alle Olimpiadi l’anno successivo. In contemporanea, nella cantina Carpenè Malvolti, nel 1924, Etile Carpenè decise di chiamare il vino con il nome del vitigno, introducendo per la prima volta la denominazione “Prosecco” in etichetta, parlando in modo diretto al consumatore.

È presente la bici di Pietro Parpajola del 1928, e quella di Giuseppe Olmo, con cui vinse nel 1936 dieci tappe del Giro d’Italia; ci sono poi quelle di Mario Vicini nel 1940, e di Giannino Piccolroaz nel 1946.

Di vitale importanza le bici di Coppi e Bartali, che scrissero la storia, contribuendo all’unità d’Italia; sono originarie del 1949, anno in cui le due personalità diedero vita a una stupenda rivalità sportiva, sia nel Giro d’Italia che nel Tour De France, guadagnandosi il podio. Celebri inoltre i loro filmati in cui si divertono e cantano insieme in “Il Musichiere”.

carpenè malvolti

Fa parte della collezione anche la bici con cui Coppi fu vittima di un incidente durante un allenamento, quando venne investito dalla ruota di scorta staccatasi dal camion che lo precedeva; ottenendo la copertina della “Domenica del Corriere”.

Le bici sono distribuite in tutte le sale della cantina, offrendo la possibilità di visitare Carpenè Malvolti, e allo stesso tempo scovare i gioielli a due ruote nascosti lungo il percorso. Seguendo un ordine cronologico sono esposte le biciclette di: Tony Bevilacqua del 1950, Michele Gismondi del 1952, Franco Gandini del 1956, Diego Ronchini del 1958, Sergio Bianchetto del 1961, con la quale vinse i campionati del mondo su pista, Franco Bianchetto del 1970 e di Rick Pettersson del 1971. Tre sono datate 1973, appartenute a Patrick Sercu, Roger De Vlaeminck e Felice Gimondi, che vinse lo stesso anno il titolo mondiale su strada.

Si aggiungono quelle di Francesco Moser del 1976, quando vinse la gara nel campionato mondiale su pista, Dario Mariuzzo del 1985 e del veneto Moreno Argentin del 1985 e 1986, con cui si classificò primo nel campionato del mondo su strada.

La bici più recente appartiene a Marco Pantani, il “Pirata”, con la quale arrivò secondo nel 1991 nel Giro d’Italia.

Tra tutte, due sono le biciclette più peculiari e caratteristiche: un esemplare unico al mondo in oro di Gianfranco Trevisan, il proprietario della collezione e quella di Etile Carpenè, il figlio del fondatore, senza catena e con gli ingranaggi a cardano.

Con questa mostra si vuole commemorare e ricordare le imprese di campioni del ciclismo, che hanno riversato fatica e sudore, per ottenere sconfitte, ma anche tante vittorie; hanno fatto la storia, e in occasione della quattordicesima tappa del Giro d’Italia, Carpenè Malvolti, in sinergia con il comune di Conegliano, ha voluto dare spazio anche a questi personaggi celebri.

L’esposizione sarà aperta al pubblico ad ingresso limitato, nei giorni 17 e 18 ottobre, previa prenotazione.


(Fonte: Lucrezia Pilat © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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