Che cosa ne sarebbe delle comunità che abitano il territorio delle colline Unesco di Conegliano e Valdobbiadene se dovessero scomparire i simboli della fede cristiana che da secoli, soprattutto nei momenti di grande difficoltà, accendono la speranza nel cuore delle persone di questi luoghi?

Non c’è frazione, borgata o quartiere che non abbiano un capitello, una chiesa, un’edicola, una cappella o un’immagine sacra che siano capaci di testimoniare la fede che nel Quartier del Piave, nonostante gli scossoni del relativismo attuale e della crisi delle istituzioni ecclesiastiche, continua a resistere e a dare frutti tangibili.

Quando i simboli religiosi vengono danneggiati o rischiano di andare perduti, ecco che la sensazione di smarrimento si prende la scena gettando nello sconforto coloro che, come i devoti della Madonna dell’aviatore del colle San Gallo, hanno sofferto per la rottura della statua avvenuta quest’estate.

L’amarezza iniziale è stata superata in poco tempo grazie alla notizia della decisione del maestro Carlo Balljana di restaurare gratuitamente la statua della Madonna dell’aviatore del colle San Gallo, un dono per la comunità di Soligo e un gesto concreto di amore per un territorio che, nella sua lunga carriera, ha dato molto allo “Scultore del Vento e dei Papi”.

Il restauro delle opere che rappresentano i simboli della fede delle comunità dell’Alta Marca Trevigiana è una delle attività che ha contraddistinto il lavoro del maestro Balljana, professionista e intellettuale trevigiano che nella religione cristiana ha sempre trovato una fonte di ispirazione privilegiata per la sua arte.

Ieri la statua in bronzo della Madonna dell’aviatore è tornata a proteggere nuovamente i fedeli del Quartier del Piave dal colle San Gallo, dopo la rottura e il ritrovamento a terra, avvenuto la scorsa domenica 23 agosto (vedi articolo).

Lo scoraggiamento iniziale dei devoti e dei membri del nucleo Quartier del Piave dell’associazione Arma Aeronautica, per il quale la statua della Madonna dell’aviatore ha sempre rivestito una grande importanza, si è trasformato in gioia e gratitudine nei confronti di chi avrebbe restaurato a sue spese un’opera che meritava di tornare quanto prima al suo antico splendore.

Il gesto ha colpito anche il primo cittadino di Farra di Soligo, Mattia Perencin, che ha ringraziato lo scultore di Sernaglia della Battaglia e ha annunciato che presto sarà organizzata una cerimonia di inaugurazione insieme al parroco del paese, don Brunone De Toffol.

Oltre alla viticoltura eroica, alla ricca tradizione enogastronomica e all’ingegno della gente di queste terre, è la spiritualità che qui si è conservata nei secoli a dare un valore aggiunto alle comunità di questi luoghi.

La valorizzazione dell’arte sacra e delle vicende dei personaggi di fede che hanno impreziosito la storia del Quartier del Piave non dovrebbe essere concepita solo come una sfida per chi ha il dono della fede, ma anche come una missione per la quale tutti, soprattutto chi vuol far crescere il turismo locale, dovrebbero impegnarsi proponendo collaborazioni e sinergie capaci di coinvolgere gruppi eterogeni di persone.

Lo sa bene il maestro Balljana per il quale la fede è stata una compagna di vita che non lo hai mai abbandonato e per questo lui si è sentito in dovere di dare un contributo personale per non fermare la devozione nelle comunità dell’Alta Marca Trevigiana.

Ora la Madonna dell’aviatore appare ancora più bella perché il bronzo, a contatto con la luce del sole, dopo il restauro regala delle sfumature e dei riflessi che scaldano il cuore del devoto invitandolo alla preghiera e alla contemplazione.

È dibattito di questi giorni quello che riguarda il recupero dei segni della fede nel territorio del Quartier del Piave, un aspetto che sembra andare in secondo piano rispetto alla scelta di accendere i riflettori sul sito delle colline Unesco ospitando influencer e personaggi famosi in grado di dare una visibilità importante.

Per il maestro Balljana, in realtà, un argomento non esclude l’altro e nella vita, come insegnano le filosofie orientali o i detti latini, la virtù sta nel mezzo: per questo lo scultore trevigiano coltiva la fede più autentica senza disdegnare gli incontri con i personaggi famosi e con le celebrità che possono portare dei benefici economici e di popolarità a tutta l’area.

Il giusto approccio potrebbe essere quello dell’equilibrio aprendosi alla modernità, accogliendo chi ora fa tendenza e muove le masse, ma investendo le stesse energie nel recupero delle tradizioni storiche e religiose che rendono veramente unico questo territorio.

Un monito che ci arriva indirettamente da chi non ha dimenticato le sue radici ma è sempre stato pronto all’innovazione e al cambiamento senza perdere la propria identità.

Una riflessione scaturita dal recupero dei simboli della fede del Quartier del Piave che oggi ci regala la statua della Madonna dell’aviatore, tornata a vegliare dallo splendido colle San Gallo su chi ha fede nel Signore.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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