Si chiama Sala della Ragione e merita tutto il nome solenne che gli è stato attribuito: probabilmente si tratta della più antica e ben conservata stanza storica di Asolo, capace di nascondere dietro a ogni dettaglio, impresso nelle pareti, il passato glorioso delle famiglie che hanno fatto la storia del borgo e quello di artisti come il Canova.

La corsa nel tempo parte dal XIV secolo in poi e a raccontarla ai microfoni di Qdpnews.it è stato Francesco Basso, uno di quegli appassionati che fin da giovani si sono avvicinati alla storia del borgo e che da allora per lavoro e per missione accompagnano altri a scoprirne le ricchezze al Museo Civico.

Sulle pareti della stanza, infatti, è possibile veder affrescati gli stemmi di tutte le famiglie, dai carraresi ai veneziani, fino al più importante e rilevante dal punto di vista della storia locale, ovvero quello di Caterina Cornaro.

Gli elementi più importanti sono ben visibili nelle due estremità della stanza: da una parte il maestoso Paride, con la sua struttura rotante capace di mostrare il profilo a trecentosessanta gradi, dall’altra il cenotafio che riporta e rappresenta proprio un episodio in cui la vita del Canova collide con quella di Asolo.

“Ho iniziato da stagista e non ho più smesso”, dichiara Francesco che con la collega Giorgia Favero e la direttrice Cristina Mondin, oltre ad alcuni altri membri dello staff del Museo e delle altre associazioni collegate, guidano i visitatori alla scoperta delle bellezze di Asolo, dalla Torre Civica fino alla Rocca.

“Segnali di ripresa ce ne sono. - risponde Francesco - Piano piano stiamo tornando alla normalità. Speriamo che il turismo locale abbia una nuova spinta dopo il lockdown”.

“Cultura, arte e storia a mio parere non sono cose morte. Per ogni angolo di Asolo ci sarebbe una storia da raccontare che richiamerebbe ad altre storie ambientate in tempi e spazi diversi. - afferma il giovane storico - Asolo ha sempre avuto qualche personaggio di rilievo che ha arricchito la sua storia: la rocca, il castello, la cattedrale e tanto altro hanno un sacco di cose da raccontare e sono lì per ricordarle. Basterebbe solo fermarsi un attimo dalla frenesia e armarsi di curiosità”.

Francesco è anche legato al mondo del basket, attraverso la sua esperienza nel Basket Treviso, e conclusa l’intervista racconta come la cultura e lo sport, mondi molto distanti e forse talvolta difficilmente conciliabili, siano in realtà collegati da un elemento centrale, ovvero l’emozione: “A mio parere uno sportivo e un artista raggiungono il loro scopo quando si emozionano e fanno emozionare chi ammira la loro 'opera', sia essa su una tela, su un marmo o in un campo da gioco”.


(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
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